L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM) ha introdotto nuove regole che cambiano le carte in tavola per l’accesso a diversi tipi di piattaforme online.
Sono entrate in vigore le norme sulla verifica dell’età per tutti i siti “vietati ai minori”, e questo include, ovviamente, anche i portali che offrono gioco d’azzardo, insieme a quelli con contenuti per adulti o dedicati alla vendita di alcolici e sigarette.
Si tratta di una sperimentazione, nata da una delibera approvata la scorsa primavera, che ha concesso alle piattaforme sei mesi per adeguarsi. L’obiettivo è la tutela dei più giovani, ma le conseguenze coinvolgono comunque tutti gli utenti maggiorenni.
Un sistema a due fasi per l’accesso
Il meccanismo messo a punto dall’AGCOM è un po’ più complesso del semplice “Clicca qui se hai più di 18 anni“.
Si basa infatti sull’intervento di soggetti terzi, indipendenti e certificati, incaricati di fornire la prova che l’utente sia maggiorenne.
L’intero processo si articola in due momenti distinti per ogni sessione: la prima fase è l’identificazione della persona e la seconda è l’autenticazione, necessaria per confermare che sia proprio lei a richiedere l’accesso. Questo sistema assicura un livello di sicurezza più alto.
L’app per l’identità digitale
Per rendere la verifica più snella, sarà possibile utilizzare applicazioni specifiche installate sul proprio smartphone o dispositivo. Queste app possono essere legate ai cosiddetti portafogli di identità digitale.
L’utente si identifica e fornisce la prova richiesta direttamente al sito o alla piattaforma, spesso tramite la scansione di un QR Code. In questo modo si ottiene l’autorizzazione all’accesso in modo rapido e certificato.
Doppio anonimato per la privacy
Un aspetto molto apprezzato, richiesto anche dal Garante per la Privacy, è il cosiddetto meccanismo di “doppio anonimato”. Questo sistema garantisce che la riservatezza dei dati personali sia al primo posto.
I fornitori che verificano l’età non possono sapere a quale specifico servizio verrà emessa la prova, mentre, allo stesso tempo, la prova inviata al sito web o alla piattaforma non contiene in alcun modo dati identificativi dell’utente. Non vanno trasferiti dati personali come foto o documenti d’identità.
Sanzioni pesanti per chi non si adegua
Le piattaforme che non si adegueranno a queste nuove disposizioni rischiano conseguenze serie.
L’AGCOM, infatti, ha il potere di contestare la violazione, anche su segnalazione, e diffidare i gestori ad adeguarsi entro venti giorni.
In caso di persistente inadempimento, l’Autorità può adottare provvedimenti per il blocco del sito o della piattaforma, blocco che rimarrà attivo finché il gestore non si uniformerà alle prescrizioni. Le sanzioni possono arrivare fino a 250.000 euro.
Non siamo i soli in questa mossa
L’Italia non è l’unico Paese a muoversi in questa direzione per limitare l’accesso dei minori a contenuti sensibili. Anche in Europa e nel resto del mondo si stanno attuando iniziative simili.
Ad esempio, lo scorso luglio nel Regno Unito è entrato in vigore l’Online Safety Act, che impone verifiche efficaci, portando a un netto calo degli accessi ai siti vietati ai minori.
Si tratta di una tendenza globale, ed anche la Francia ha tentato di obbligare le piattaforme a verifiche rigorose, sebbene con qualche intoppo iniziale.