Dopo il rogo alla discoteca, a Kocani esplode la rabbia

SKOPJE A Kocani, in Macedonia del Nord, è esplosa la rabbia dei cittadini che chiedono giustizia per le decine di giovani morti nel rogo della locale discoteca. Centinaia di persone, dopo un raduno pacifico davanti al Municipio, al grido di 'Assassini', hanno assaltato e distrutto un bar e un'auto appartenenti al proprietario della discoteca 'Pulse' andata a fuoco, che figura tra le persone finora arrestate. (Alto Adige)
La notizia riportata su altri giornali
I manifestanti al grido di "assassini" hanno lanciato prima uova, poi pietre, pezzi d'asfalto e bottiglie contro il Municipio di Kocani protestando contro un "sistema corrotto" che non ha mostrato rispetto per una tragedia che, tra l'altro, poteva essere evitata. (Il Giornale d'Italia)
Terribile episodio di cronaca avvenuto in Macedonia del Nord, precisamente a Kocani, in cui un incendio in una discoteca, ha causato 59 vittime e ben 150 feriti e purtroppo dalle ultime indiscrezioni non sembra ancora finita. (LazioNews24.com)
A Kocani, in Macedonia del Nord, è esplosa la rabbia dei cittadini che chiedono giustizia per le decine di giovani morti nel rogo della locale discoteca. Centinaia di persone hanno lanciato uova contro il municipio, dopo un raduno pacifico, al grido di «Assassini». (Open)

La protesta sotto il Municipio di Kocani lunedì in Macedonia del Nord. Foto Epa Centinaia di persone, dopo un raduno pacifico davanti al Municipio, al grido di “Assassini”, hanno assaltato e distrutto un bar e un'auto appartenenti al proprietario del locale andato a fuoco, che figura tra le persone finora arrestate. (Il Piccolo)
I funzionari locali hanno affermato che la licenza del locale era stata ottenuta illegalmente e che il locale non disponeva di estintori e uscite di emergenza. (la Repubblica)
Il rogo è scoppiato durante un concerto hip hop in una discoteca del posto, intorno alle 3 del mattino di domenica, quando delle scintille provenienti dai fuochi d'artificio hanno incendiato una parte del soffitto. (La Stampa)