Dopo 30 anni, basta guerra. Il grido degli studenti congolesi

Dopo 30 anni, basta guerra. Il grido degli studenti congolesi

Noi, studenti universitari di Butembo-Beni, provincia del Nord Kivu (est della Repubblica Democratica del Congo – Rdc), lanciamo un grido d’allarme. Consapevoli delle sfide e dei problemi legati alla pace e alla sicurezza nel mondo, esprimiamo la grande stanchezza nostra e del popolo congolese. Da troppo tempo siamo aggrediti, massacrati, uccisi, privati delle libertà fondamentali, spogliati della dignità umana. (il manifesto)

Se ne è parlato anche su altre testate

Rigogliosa, piena di vita e culture diverse, con diversi ambienti e migliaia di specie animali, la RDC è anche la nazione più ricca al mondo di risorse minerali: rame, tungsteno, coltan, tantalio, oro, argento e ferro. (L'INDIPENDENTE)

Fra le tante emergenze presenti nel mondo ce ne sono alcune che riempiono quotidianamente i nostri schermi e i giornali ed altre che passano perlopiù inosservate, mentre invece ci riguardano da vicino perché ci coinvolgono non solo umanamente ma anche sul fronte delle responsabilità. (GiornaleSM)

L’Africa potrebbe essere il continente attraverso cui leggere il ventunesimo secolo. Nei giorni in cui la Repubblica Democratica del Congo vede il proprio confine orientale aggredito dalle milizie dell’M23 - un’organizzazione paramilitare nata nel 2009 con orientamento filoruandese, a difesa della popolazione tutsi -, è importante ricordare come e perché il Congo sia uno dei maggiori simboli degli interessi geopolitici e strategici mondiali che si riversano sull’Africa. (WIRED Italia)

Repubblica Democratica del Congo: 850mila persone, la metà sono bambini, scappano per la guerra
Repubblica Democratica del Congo: 850mila persone, la metà sono bambini, scappano per la guerra

Un soldato armato del gruppo armato M23 sorveglia Bukavu, Sud Kivu, Repubblica Democratica del Congo (RD Congo), 22 febbraio 2025. (Città Nuova)

Getting your Trinity Audio player ready... Il Ruanda rompe con il Belgio: “Sta dalla parte del Congo”. Unicef: “In fuga 500 mila bambini” (Dire)

Molti vivono in condizioni precarie, rifugiati in scuole, chiese o all’aperto, con accesso limitato ad acqua pulita, servizi igienico sanitari, assistenza mendica e istruzione. (la Repubblica)