Iran, stretta sull'uso dell'hijab: più carcere e più multe per le donne

Funziona proprio così, la dittatura. Solo una settimana fa, una frase del neo presidente eletto, il riformista Masoud Pezeshkian, aveva sorpreso positivamente, e incuriosito molti analisti. In un discorso ai media nel secondo anniversario dell’uccisione di Mahsa Amini, aveva detto: «Farò in modo che la polizia morale non disturbi più le donne». Mercoledì, il Consiglio dei Guardiani, il potente organismo nelle mani dell’ayatollah Ali Khamenei, ha approvato un disegno di legge dal nome ingannevole: Nur, luce. (Corriere della Sera)

Su altri giornali

Mercoledì il Consiglio dei Guardiani, un potente organismo che esamina la leggi e supervisiona la loro applicazione in Iran, ha approvato un nuovo disegno di legge presentato alcuni mesi fa dalla Commissione giudiziaria e legale del Parlamento. (Il Fatto Quotidiano)

Il disegno di legge per il "sostegno alla famiglia basato sulla promozione della cultura della castità e del velo", è stato approvato dal Consiglio dei Guardiani, organismo costituzionale in Iran, e sottoposto al Parlamento di Teheran. (L'HuffPost)

Il Consiglio dei guardiani, un organo costituzionale, ha ratificato la delibera del Parlamento, che ha apportato alcune modifiche relative alla modalità di esecuzione della norma. In Iran, è passata una legge sulla “protezione della famiglia tramite la promozione della cultura della castità e dell’hijab”, che colpisce tutte coloro che non si coprono il volto in pubblico. (L'Opinione delle Libertà)

Ennesima minaccia alla libertà delle donne iraniane, a oltre due anni dalle proteste scattate nel Paese dopo l'uccisione della 22enne di orgine curda Mahsa Amini: castità e velo islamico oppure il carcere. (Sky Tg24 )