Gli europeisti di Ventotene hanno la memoria corta: Pci e Psi non votarono i Trattati di Roma

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Il “mimetismo” è un’arma classica della vecchia e nuova sinistra. Negare l’evidenza (storica e non solo) una prassi consolidata. Le recenti polemiche sull’Europa e sul “Manifesto di Ventotene” lo confermano, laddove le reazioni, gridate – da sinistra – a squarciagola nelle aule parlamentari, riportano in primo piano la “memoria (Secolo d'Italia)

Su altri giornali

Con la politica perennemente prigioniera di un “passato che non passa”. Viceversa, le sollecitazioni del presidente Mattarella a dimostrarsi “statisti coraggiosi, capaci di decisioni veloci” dovrebbero obbligare tutti a cambiare i vecchi schemi mentali, per essere all’altezza degli sconvolgimenti che abbiamo di fronte. (ilmattino.it)

E non poteva forse essere altrimenti, visto che la cooperazione è «fra i soci fondatori del movimento federalista europeo e la posizione di Legacoop, anche in termini identitari, è molto vicina al senso dell’Europa ideale pensata e disegnata da Spinelli nel Manifesto di Ventoten… (La Repubblica)

Quando nel 1941, dal confino fascista, Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi scrissero il Manifesto di Ventotene, avevano compreso una verità storica profonda: i nazionalismi generano disuguaglianze, conflitti e miseria. (Econopoly)

Che cos'è il Manifesto di Ventotene e perché non va isolato dal contesto storico in cui è stato scritto

In questi giorni è tornato di moda parlare del Manifesto di Ventotene del 1941, firmato da Altiero Spinelli, Ernesto Rossi ed Eugenio Colorni. Giorgia Meloni, vestale del neoliberismo filobancario, l’ha attaccato e Roberto Benigni, aedo del pensiero unico liberal progressista, l’ha celebrato. (Radio Radio)

Scritto da Altiero Spinelli, Ernesto Rossi ed Eugenio Colorni nel 1941 sull’isola del Tirreno dove erano stati confinati per motivi politici dal regime fascista, il Manifesto è considerato tra i documenti che hanno ispirato la nascita dell’Unione Europea. (Città di Torino)

È nell’ordine naturale delle cose. Tuttavia l’attacco rivolto dalla presidente del Consiglio al testo stilato nel giugno 1941 da Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi risente di una lettura smozzicata, con citazioni isolate dal contesto, e soprattutto prescinde dalla concreta opera politica svolta poi dal Movimento federalista europeo (Mfe), di cui il Manifesto rappresenta soltanto una prima espressione, poi ridiscussa e corretta dai suoi stessi estensori, in primo luogo Spinelli. (Corriere della Sera)