Bangladesh, si inasprisce la protesta delle lavoratrici dell'abbigliamento

La stragrande maggioranza è rappresentata da donne. Nei giorni scorsi tre lavoratori del settore, che fornisce molti dei marchi più diffusi in Occidente tra cui Levi's, Zara e H&M, sono stati uccisi in violenti scontri seguiti alla decisione del governo di non riconoscere gli aumenti di salario richiesti e il saccheggio di oltre 70 fabbriche Violente proteste proseguono in Bangladesh contro le fabbriche dei grandi marchi. (Sky Tg24 )

Su altre testate

Da diversi giorni le donne che lavorano nei più grandi poli industriali che riforniscono le marche internazionali sono scese in strada a protestare. Per timore di ulteriori scioperi i produttori hanno chiuso le fabbriche, mentre la prima ministra del Bangladesh continua a governare con il pugno di ferro. (asianews.it)

Come già espresso nel precedente Comunicato rilasciato il 7 settembre scorso, non si capisce come sia possibile continuare a ignorare la presenza di circa 700 funzionari tecnici precari all’interno degli stessi Enti a cui il nuovo c. (Corriere di Lamezia)

Il Bangladesh è uno dei paesi in cui il problema stipendi è particolarmente sentito: grazie agli ultimi provvedimenti dello Stato, gli operai delle fabbriche del fast fashion guadagneranno circa $113 al mese, una cifra che però non raggiunge i $210 mensili richiesti dei sindacati locali e che risulta ancora insufficiente per resistere al costo della vita che anche in Bangladesh diventa sempre più alto. (nss magazine)

Di Alberto Galvi – Il primo ministro del Bangladesh Sheikh Hasina ha risposto duramente allo sciopero dei lavoratori dell’industria tessile sulle retribuzioni, in cui vi sono stati scontri mortali. Dopo che i sindacati hanno respinto l’offerta del governo, il primo ministro Sheikh Hasina ha respinto le richieste dei lavoratori per un aumento salariale. (Notizie Geopolitiche)

A.t. (fashionmagazine.it)

La “rivolta delle tessitrici”: anche i grandi marchi della industria della moda dovrebbero fare la loro parte diritti umani lavoro donne lunedì, 13 novembre 2023 (Fides)