Turchia: ecco i veri piani del Sultano

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo
Altri articoli:
Panorama ESTERI

L’ultima, spiazzante mossa del Sultano è stata ospitare Volodymyr Zelensky, a fine febbraio, mentre in Arabia Saudita russi ed americani dialogavano sul futuro dell’Ucraina. Con la consueta spregiudicatezza candidava la sua Turchia come sede ideale per ospitare i colloqui di pace, dicendosi pronto a schierare truppe a Kiev all’interno di una missione internazionale. Per Recep Tayyip Erdogan soltanto con la presenza del suo Paese sarebbe possibile parlare di una forza equa e giusta per tutti. (Panorama)

La notizia riportata su altri giornali

In quest’ottica, la recente dichiarazione di cessate il fuoco da parte del Partito dei lavoratori del Kurdistan (PKK, Partîya Karkerén Kurdîstan), il gruppo militante curdo che per oltre quarant’anni ha combattuto contro Ankara, rappresenta un passo decisivo. (Treccani)

Siamo ormai abituati alle crescenti manie di grandezza del presidente turco Recep Tayyip Erdogan, che vuol fare del suo Paese il centro del mondo non accontentandosi del ruolo di potenza regionale che già svolge. (Nicola Porro)

Altri, un po’ meno giovani, hanno visto infrangersi il sogno di un Paese migliore già nel 2013, durante le proteste di Gezi Parki. Cosa che in parte, secondo molti, c’è già. (Corriere del Ticino)

Coglie il dubbio, che è una mezza certezza, che quella vecchia volpe di Recep Tayyip Erdogan abbia sincronizzato i tempi della sua apertura all'Europa sulla difesa dell'Ucraina e dell'arresto del suo rivale politico numero uno: non si permetteranno di crearmi problemi su faccende interne proprio adesso che hanno bisogno di me per questioni internazionali delicatissime, deve aver ragionato il presidente turco traendo il dado che ha portato in galera Ekrem Imamoglu. (il Giornale)

Lo spiega all'Adnkronos Nathalie Tocci, direttrice dell'Istituto affari internazionali (Iai), sottolineando che ''siamo a un crocevia'' e occorre ''attendere per capire se si è superata la linea rossa invisibile che porta a un punto di non ritorno''. (Adnkronos)

Dal carcere il principale avversario di Erdogan, il sindaco di Istanbul Ekrem Imamoglu (arrestato il 19 marzo), ha ottenuto un plebiscito alle primarie del partito popolare repubblicano: 15 milioni di voti. (Il Sole 24 ORE)