Schelin contro Fontana sulla sanità lombarda: "Non basta cambiare nome agli ambulatori"
Per l'assistenza socio-sanitaria territoriale "non basta cambiare cartelli come si è provato a fare in Lombardia, davanti ai poliambulatori, e chiamarli Case di comunità", ma "serve fare formazione" e trovare la modalità "per far lavorare in un modo nuovo" il comparto sanitario. Lo ha detto Elly Schlein, segretaria del Partito democratico, in video collegamento durante una conferenza sulla sanità lombarda organizzata dal Pd in Regione Lombardia (MilanoToday.it)
Ne parlano anche altre fonti
La maggioranza dei cittadini lombardi, il 56%, dà un giudizio negativo della sanità lombarda e la stessa percentuale ritiene che negli ultimi vent’anni sia peggiorata. (CremonaOggi)
Il 56% ha espresso parere negativo sul sistema lombardo e le percentuali si sono impennate quando i cittadini hanno indicato le criticità da risolvere urgentemente: per l’84% le liste d’attesa sono infinite e per il 54% c’è carenza di personale sanitario. (Corriere della Sera)
Due giorni di confronto sulla sanità lombarda alla Fondazione Feltrinelli di Milano con lo slogan “La salute è un diritto”. Al via oggi la seconda conferenza regionale organizzata dal Pd, che conta sull’intervento di un centinaio di relatori tra politici, esperti e rappresentanti delle professioni sanitarie. (Espansione TV)
MILANO – La maggioranza dei cittadini lombardi, il 56%, dà un giudizio negativo della sanità lombarda e la stessa percentuale ritiene che negli ultimi vent’anni sia peggiorata. (malpensa24.it)
Sono i dati di un sondaggio ( il report completo ) condotto dalla società Youtrend per conto del Gruppo regionale del Pd, nei primi giorni di marzo, illustrati questa mattina, alla Fondazione Feltrinelli, a Milano, durante la seconda conferenza regionale sulla sanità dal titolo ‘La Salute è un Diritto’. (Lecco Online)
Più della metà degli intervistati dà un giudizio molto o abbastanza negativo della qualità dell’assistenza, il 56 per cento la ritiene peggiorata negli ultimi vent’anni (e ovviamente sono soprattutto gli over 50 a pensarlo), liste d’attesa e carenza di personale sanitario sono considerati i problemi principali. (Corriere Milano)