Sanità, da payback per dispositivi medici a stretta sui "gettonisti": le misure

(Teleborsa) (Teleborsa) -, in aggiunta al Decreto bollette, Fisco ed al nuovo Codice Appalti, ha dato il, su proposta del MinistroVia libera innanzitutto ad uno stanziamento didi 2,2 miliardi sulle imprese fornitrici di dispositivi medici. Occorre ricordare che il payback per i dispositivi medici a carico delle imprese fornitrici del comparto sanità obbliga queste rimborsare il 50% delle spese effettuate in eccesso dalle Regioni che sforano il tetto di spesa. (Borsa Italiana)

Se ne è parlato anche su altre testate

La soddisfazione sembra moderata, al momento, al NurSind – il sindacato delle professioni infermieristiche – che ha commentato le novità per la sanità contenute nel decreto legge nazionale cosiddetto “Energia“. (LA NAZIONE)

Presente ai lavori Domenico Proietti- Commissario Nazionale UIL FPL e Segretario Confederale Nazionale UIL. (Sassilive.it)

Pubblicità Il vincolo di esclusività è stato abolito non solo per gli Infermieri, ma anche per le Professioni Sanitarie e i Fisioterapisti. (AssoCareNews.it)

Il Consiglio dei Ministri ha modificato le previsioni del “Decreto Bollette” per quanto riguarda l’eliminazione del vincolo di esclusività. E prende in giro i professionisti della salute, tra cui Infermieri, Ostetriche, Professioni Sanitarie e Fisioterapisti. (AssoCareNews.it)

a una spesa sanitaria che le stesse Regioni giudicano insostenibile, minacciando ulteriori tagli. La crisi della sanità pubblica richiede investimenti congrui e spendibili oggi – incalza l’Intersindacale – mentre il disagio dei professionisti al suo interno necessita di provvedimenti strutturali, e non cosmetici, incluso l’utilizzo della leva retributiva nei loro confronti, senza eccezioni, perché tutti hanno garantito i Lea a spese della qualità della loro vita, delle loro ferie e dell’abuso del loro orario di lavoro. (La Sicilia)

Stop al vincolo di esclusività per infermieri, ostetriche e tecnici sanitari. Ciò vuol dire che questi operatori potranno esercitare la libera professione anche al di fuori delle strutture di appartenenza (non nell'orario di servizio). (Italia Oggi)