Greenpeace Usa dovrà pagare 667 milioni di dollari a Energy Transfer. Ora rischia la chiusura

Greenpeace Usa dovrà pagare 667 milioni di dollari a Energy Transfer. Ora rischia la chiusura

C’è chi lo interpreta come una dichiarazione di guerra a chi per mezzo secolo ha inseguito il sogno di una “pace verde”: Greenpeace. L’associazione ambientalista, fondata a Vancouver nel 1971, è stata condannata da un giuria del Dakota del Nord a pagare 667 milioni di dollari al gestore del Dakota Access Pipeline, il colosso Usa degli oleodotti Energy Transfer. Il reato? Diffamazione. La condanna pecuniaria è ben più alta della richiesta iniziale della compagnia: 300 milioni di dollari. (la Repubblica)

La notizia riportata su altri media

Il caso di Elena Maraga, la maestra d’asilo che ha aperto un profilo sul sito OnlyFans, e la conseguente reazione del ministero dell’Istruzione. Le decisioni in materia di difesa prese dal Consiglio europeo ieri a Bruxelles. (Corriere della Sera)

Lo ha deciso una giuria del North Dakota mercoledì scorso ed è un colpo durissimo per il gruppo ambientalista, che potrebbe costringerlo a chiudere il suo ramo negli Stati Uniti e potrebbe imbavagliare — dicono gli attivisti — future manifestazioni contro le trivellazioni di petrolio e gas promesse dall’amministrazione Trump. (Corriere della Sera)

Greenpeace è stata condannata a pagare 660 milioni di dollari di risarcimenti a Energy Transfer, società texana di trasporto e stoccaggio di combustibili fossili, con l’accusa di aver orchestrato una campagna di proteste violente contro la costruzione dell'oleodotto Dakota Access tra il 2016 e il 2017. (Milano Finanza)

Negli Usa di Trump la prima sentenza contro le eco-proteste: Greenpeace deve dare 660 milioni alla società petrolifera
Negli Usa di Trump la prima sentenza contro le eco-proteste: Greenpeace deve dare 660 milioni alla società petrolifera

L'associazione ambientalista Greenpeace è stata condannata a pagare 660 milioni di dollari alla società petrolifera Energy Transfer che gestisce l'oleodotto Dakota Access, dopo che una giuria del North Dakota ha dichiarato l'associazione colpevole di diffamazione. (Secolo d'Italia)

Una giuria del Dakota del Nord ha condannato Greenpeace al pagamento di centinaia di milioni di dollari di danni, a una società di oleodotti, in relazione alle proteste contro l’oleodotto Dakota Access Pipeline che si sono tenute quasi 10 anni fa. (il manifesto)

Il verdetto è stato emesso nell’ambito della causa intentata dalla compagnia Energy Transfer contro Greenpeace International, Greenpeace Usa e il braccio finanziario Greenpeace Fund Inc. Una sentenza che pesa come un macigno sul futuro di Greenpeace negli Stati Uniti, che rischia la bancarotta. (Il Fatto Quotidiano)