L’unicità de La città proibita e il cinema di genere in Italia. Tra il Kung fu di Hong Kong e l'America

L'intera filmografia di Gabriele Mainetti sembra votata a un cinema postmoderno, in grado di abbattere ogni tipo di barriera per creare un solco produttivo. Il film è in sala. "Il cinema di genere in Italia non si fa più". Vero, come tendenza almeno, ma come tutte le frasi assolute non è mai vera del tutto. Il cinema di genere in Italia si fa sempre meno e le spiegazioni sono tante e sono relative al pubblico e alle sue caratteristiche, ai costi che servono per poter creare qualcosa di un certo livello e alla mentalità dei nostri creativi. (Movieplayer)
La notizia riportata su altre testate
La protagonista de "La città proibita" è Mei, una misteriosa ragazza cinese (Yaxi Liu, stunt professionista di arti marziali, al debutto come attrice) che sbarca a Roma per cercare la sorella scomparsa. (ilmessaggero.it)
Da acrobazie, salti e kung fu ad attrice. "Yaxi è venuta nella Capitale un mese prima dell'inizio delle riprese. (Adnkronos)
Dopo essersi confrontato con anime e manga, superpoteri, atmosfere fantasy, war movie e nazisti, Gabriele Mainetti è tornato con un “kung fu movie all’amatriciana”, così come aveva chiamato inizialmente “La città proibita”, ora in sala, con cui reint… Non l’ho mai sgridato né obbligato a crescere troppo, mi sono lasciato ispirare». (La Repubblica)

Giornalista, cinefila e anima vagabonda. Ama scrivere di cinema e viaggi, le sue due più grandi passioni da sempre. Toglietele tutto ma non i road movie, i dolci e il mare. Gabriele Mainetti è molto legato alla sua città ed è chiaro vedendo i suoi film (SiViaggia)
Li abbiamo incontrati in questa video intervista. Due protagonisti inconsueti, giovani talenti che sorprendono in positivo nel film di Gabriele Mainetti La città proibita, appena uscito in sala per PiperFilm. (ComingSoon.it)
L'anima di Roma dentro l'enclave cinese (e multietnica) dell'Esquilino: due ristoranti - da Alfredo e La Città Proibita, amatriciana e noodles - che sono alfa e omega di un film action, "de botte e de kung fu" avremmo sentito dire davanti ai cinema degli anni Settanta. (ilmessaggero.it)