In "Iddu" la grottesca latitanza di Messina Denaro

In Iddu la grottesca latitanza di Messina Denaro
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«Liberamente ispirato a fatti accaduti. I personaggi che vi compaiono sono frutto però della fantasia degli autori. La realtà è un punto di partenza, non una destinazione». Inizia con questo cartello Iddu di Fabio Grassadonia e Antonio Piazza, ultimo film italiano in concorso alla 81a Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia, che racconta il tentativo dei servizi segreti di catturare, nei primi anni Duemila, il terzo latitante più ricercato al mondo secondo la rivista Forbes, un certo Matteo che è naturalmente Matteo Messina Denaro impersonato da Elio Germano (il Giornale)

Ne parlano anche altre fonti

«Con le persone che ho ucciso - si vantava prima della latitanza - potrei riempirci un mio cimitero privato». È stato arrestato il 16 gennaio 2023, dopo essere stato ricercato per tre decenni, mentre andava a fare una seduta di chemioterapia. (ilgazzettino.it)

Iddu, il ricercato numero uno, latitante che fa la vita del sorcio, nascosto come in una scatola dietro a un doppio fondo, nel suo paese di nascita, mentre forze dell’ordine e servizi lo cercano disperatamente. (Il Cittadino)

E' andato al film Iddu di Fabio Grassadonia e Antonio Piazza, con Elio Germano, Toni Servillo, Barbora Bobulova e Antonia Truppo, prodotto da Indigo Film, Rai Cinema e Les Films du Losange, il premio Carlo Lizzani, assegnato da una giuria di esercenti. (Il Mattino di Padova)

La favola grottesca del boss narcisista

La sceneggiatura, su cui i registi lavoravano ben prima dell'arresto del boss nel 2023, trae ispirazione dai pizzini e dal carteggio tra il latitante e l'ex sindaco di Castelvetrano. Roma, 6 set. (il Dolomiti)

Sulla Mostra diluvia dopo giorni di caldo asfissiante, sul tappeto rosso, tutto italiano, sfilano due fuoriclasse del nostro cinema. Toni Servillo e Elio Germano, per la prima volta insieme sullo schermo, sono i protagonisti di «Iddu», l'ultimo dei cinque titoli in concorso per l'italia. (ilmattino.it)

VENEZIA Un boss mafioso che legge Baudelaire, guarda Sex and the City e i film di Antonioni, è ossessionato dal sesso ma rifiuta la paternità, vive nascosto come un topo ed esprime il proprio «narcisismo ipertrofico» mandando all’esterno montagne di “pizzini” farciti di citazioni letterarie e bibliche: è Matteo Messina Denaro, criminale efferato e al tempo stesso ridicolo, secondo la superba interpretazione di Elio Germano in Iddu, ultimo dei cinque film italiani in concorso (sarà in sala il 10 ottobre) con la regia di Fabio Grassadonia e Antonio Piazza. (ilmessaggero.it)