Askatasuna, crolla l'accusa di associazione a delinquere: assolti 16 attivisti
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Non servivano le motivazioni della sentenza per capirlo: il dispositivo, letto in aula dalla giudice Federica Bompieri, ha fatto crollare come un castello di carte l’intera costruzione accusatoria della procura di Torino e della Digos. Quello che per anni era stato definito un gruppo eversivo, dedito a attività criminali, si è rivelato – agli occhi della giustizia – tutt’altro. Askatasuna, il centro sociale di corso Regina Margherita noto per le sue posizioni antagoniste e la storica opposizione al Tav in Val di Susa, non è un’associazione per delinquere. E i suoi militanti, almeno 16 dei 28 imputati, non hanno mai fatto parte di alcun gruppo organizzato con finalità illecite.
La reazione in aula non si è fatta attendere. Quando la giudice ha pronunciato le parole «il fatto non sussiste», riferendosi alla principale accusa, i presenti hanno risposto con un applauso, interrompendo brevemente la lettura. Un gesto che ha costretto la stessa Bompieri a richiamare all’ordine, ma che ha segnato simbolicamente la fine di un percorso giudiziario durato due anni, basato su centinaia di intercettazioni e indagini che oggi, in primo grado, si sono rivelate insufficienti a sostenere l’impianto accusatorio.
Non solo l’associazione a delinquere è stata esclusa, ma anche molti dei reati minori contestati sono caduti uno dopo l’altro. E con loro, le richieste di risarcimento avanzate dalla presidenza del Consiglio e da diversi ministeri, che avevano chiesto milioni di euro per danni presunti. La corte ha invece condannato gli imputati a cifre irrisorie, come i 500 euro comminati in un caso, ridimensionando drasticamente le pretese dello Stato.
Fuori dal tribunale, i sostenitori di Askatasuna hanno festeggiato l’esito come una vittoria. Andrea Bonadonna, uno degli imputati, ha parlato di un «crollo del teorema» costruito contro di loro, sottolineando come la lotta per i diritti e il territorio non possa essere equiparata alla delinquenza. Le parole di Bonadonna, però, non cancellano il fatto che il processo abbia comunque visto condanne per alcuni reati minori, anche se l’assoluzione sul capo principale rappresenta una battuta d’arresto significativa per l’accusa.