Dalle terapie intensive ai camion di Bergamo: i ricordi della pandemia a cinque anni dal lockdown

"Sto per firmare un provvedimento che possiamo sintetizzare con l'espressione Io resto a casa. Ci sarà l'Italia come zona protetta": con queste parole, la sera del 9 marzo 2020, l'allora presidente del Consiglio Giuseppe Conte annunciava il lockdown per affrontare la pandemia da Coronavirus. Un momento drammatico per tutto il Paese: la conta quotidiana dei contagi e dei morti da Covid-19, le terapie intensive piene, una nazione in ginocchio, che dipendeva dalle poche pagine di un Dpcm. (Fanpage.it)
La notizia riportata su altre testate
Il provvedimento siglato quella sera di marzo, sintetizzato da Conte con le parole “Io resto a casa” è diventato il primo di una lista lunghissima. Quando il 9 marzo del 2020 l’ex premier Giuseppe Conte annunciava le drastiche misure per il contenimento della pandemia di Covid 19 nessuno sapeva quello che sarebbe successo nei mesi successivi. (la Repubblica)
Nella settimana dal 20 al 26 febbraio scorso, in Veneto una persona è morta di Covid-19. Tre decessi, invece, durante la settimana precedente. Ancora adesso, sul sito del ministero della Salute, è possibile consultare il bollettino (ora settimanale) sull’andamento del Coronavirus in Italia, tra contagi, nuovi casi, tamponi, e tassi di positività. (La Difesa del Popolo)
Un podcast realizzato dall’Asst di Lodi per ricordare i 5 anni dal Covid e guardare avanti. In apertura degli eventi che si sono svolti a Codogno il 18 febbraio è stato proiettato un podcast con i testi di Annamaria Casarini e Claudia Cassino e la voce narrante di Katiuscia Spinelli, infermiera di emergenza urgenza e attrice del Ramo (Il Cittadino)
Il 9 marzo 2020, l’Italia è stata il primo paese occidentale a decretare un lockdown nazionale per contrastare il dilagare del Covid-19. Il ricordo di quei giorni e l’impatto sociale (Radio Kiss Kiss)
Sono alcune delle immagini simbolo della pandemia da Covid-19 che ormai cinque anni fa ha sconvolto l'Italia e il mondo. Oggi, 9 marzo, ricorre il quinto anniversario dell’entrata in vigore del Dpcm “Io resto a casa”, firmato dall’allora Presidente del Consiglio Giuseppe Conte: è il decreto che fece scattare il lockdown e che diede inizio ai due mesi di restrizioni più dure per il contenimento dei contagi. (Cuneodice.it)
Cinque anni fa, in questi giorni, anche la Granda iniziava a toccare con mano gli effetti dalla pandemia da Covid-19. Il 6 marzo i primi casi in provincia, il 10 la prima vittima. Nel frattempo, la sera del 9, era entrato in vigore il decreto “Io resto a casa”: entravano a far parte del vocabolario quotidiano termini oggi ricordati sinistramente come “quarantena”, “distanziamento”, “lockdown” e altri ancora. (Cuneodice.it)