A2a, utile "record" a 864 mln (+31%). Ai Comuni azionisti 170 mln di dividendi

Economia A2a, utile “record” a 864 mln (+31%). Ai Comuni azionisti 170 mln di dividendi La multiutility guidata da Mazzoncini registra nel '24 una crescita del 31% dell'utile netto e investimenti per quasi 3 mld (la metà in M&A). Proposto un dividendo di 0,10 euro per azione (+4,4%) per un totale di 313,3 mln, di cui 170 andranno ai comuni azionisti (78,3 mln a testa per Milano e Brescia). Per il '25 atteso un Ebitda compreso tra 2,17 e 2,20 mld e un utile - al netto di poste non ricorrenti - tra 680-700 mln. (VeneziePost)

Se ne è parlato anche su altri media

I risultati del 2024 del Gruppo A2A confermano una crescita della marginalità operativa, trainata dall’aumento della produzione di energia da fonti rinnovabili a seguito di una elevata idraulicità e dal positivo contributo del comparto energy retail. (Industria Italiana)

A2A chiude l’esercizio 2024 con un utile netto di 816 milioni di euro in crescita del 29% rispetto al 2023 (635 milioni), investimenti per 2,94 miliardi, di cui 1.512 milioni di euro destinati ad investimenti organici (+10% rispetto all’anno precedente) e 1.429 milioni di euro destinati ad operazioni di M&A, riconducibili prevalentemente all’acquisizione da e-distribuzione del 90% del capitale sociale di Duereti. (la Repubblica)

INVESTIMENTI E ASSUNZIONI Nel corso del 2024, A2A ha effettuato investimenti complessivi pari a 2.941 milioni di euro. (CremonaOggi)

A2A: nel 2024 l’utile netto sale a 816 milioni e investimenti record a quota 3 miliardi

È un 2024 da incorniciare quello presentato ieri dall'ad Renato Mazzoncini a corredo di conti di bilancio con il segno più. Investimenti record a 3 miliardi, basso debito, il 50% di produzione da energia rinnovabile e una crescita del 18% sul mercato libero. (il Giornale)

Nello scorso esercizio l’utility ha registrato un record storico di investimenti, pari a 2,94 miliardi. Mentre l’energia prod… (la Repubblica)

Il Ceo di A2A, Renato Mazzoncini, definisce il 2024 «un anno di normalizzazione» per i costi dell’energia elettrica e del gas dopo i picchi fatti registrare fra 2022 e 2023 . E soprattutto una nuova accelerazione sugli investimenti. (Corriere della Sera)