L'Ue aggiorna i Paesi amici sulle armi: acquisti aperti alle vostre industrie

L'Ue aggiorna i Paesi amici sulle armi: acquisti aperti alle vostre industrie

Da un lato il piano di riarmo dell’Unione europea, ribattezzato Readiness 2030, e dall’altro il sostegno militare all’Ucraina in vista di un cessate il fuoco. Sono i dossier al centro della riunione ieri tra i vertici delle istituzioni Ue e dei cosiddetti Paesi «like-minded», ovvero che la pensano allo stesso modo. Per la seconda volta nel giro di quindici giorni il presidente del Consiglio europeo Costa e la presidente della Commissione von der Leyen, insieme all’Alto rappresentante Kallas, hanno aggiornato i partner sui risultati del summit del giorno precedente. (Corriere della Sera)

Se ne è parlato anche su altri media

l’approfondimento quotidiano del Tg2 condotto da Luciano Ghelfi. Un’analisi sulla chiusura del Consiglio Europeo e sulla Giornata della Legalità, (agenzia giornalistica opinione)

Questo aveva in mente la presidente e questo era nell’interesse della Germania e questo recitava il titolo del Piano. L’Italia aveva chiesto di modificarlo in Defend EU, per chiarire che «il dominio della difesa va molto oltre l'acquisto o la produzione di armi». (Il Dubbio)

L'ex premier estone rischia di non riuscire nemmeno a far passare la versione più modesta del suo progetto: la prima tranche da soli cinque miliardi per munizioni e artiglieria. Ma dopo l'entusiasmo iniziale, il piano presentato dall'Alto rappresentante Kaja Kallas per fornire 40 miliardi di euro a Kiev sembra essere del tutto deragliato. (EuropaToday)

Vertice Ue, pieno sostegno a Kiev: intesa a 26 (di nuovo) senza Orbán. Ventotene: tre visioni nel Governo

Mosca attacca: "Bruxelles diventa il partito della guerra". Lunedì nuovo giro di incontri degli Usa con russi e ucraini (LA NOTIZIA)

– E’ forse la notizia più importante del Consiglio europeo di Bruxelles del 20 marzo: per la seconda volta in sole due settimane, le posizioni dell’Ue sull’Ucraina sono state decise a Ventisei, con l’Ungheria di Viktor Orbán contraria, messa pateticamente in un angolo a riflettere sulla sua irrilevanza, e sull’inutilità, ormai (almeno in certi ambiti), del suo diritto di veto, che per anni aveva dato a Budapest un peso negoziale assolutamente sproporzionato rispetto all’importanza economica, politica e demografica del Paese. (Agenzia askanews)

Resa dei conti sul riarmo al vertice Ue. I leader approvano il piano di Ursula von der Leyen sulla difesa ma sono divisi sul debito e sugli strumenti per finanziare l’aumento delle spese. Il dossier slitta al summit di giugno, dopo il vertice Nato. (FIRSTonline)