Spira aria di crisi sul comparto dell’automotive, esperti a confronto a Cuneo

Non c’è pace per l’automotive. Dopo un anno drammatico nel settore automobilistico, le previsioni per il 2025 non promettono nulla di meglio. Sia in Europa che in Italia, dove continua a tirare aria di profonda crisi, causata da una «tempesta perfetta» nel difficile processo di transizione verso i veicoli elettrici. Si vendono ancora molto poco, perché costosi e poco interessanti per i consumatori europei. (La Stampa)

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Confindustria e Confartigianato Cuneo organizzano per il 31 marzo un importante momento di approfondimento sul futuro di un settore fondamentale per l’economia del territorio. A confronto imprenditori, manager, esperti e istituzioni di primo piano (Cuneo24)

«Sull’onda della crisi, il consumatore acquista sempre meno nuovi mezzi e mantiene quello che ha a disposizione, allungandone la vita - così Michele Quaglia, vicepresidente di Confartigianato Cuneo e consigliere nazionale categoria Meccatronici -. (La Stampa)

A Cuneo tutto pronto per il workshop “Filiera automotive: sorvegliata speciale”

Non c’è pace per l’automotive. Dopo un anno drammatico nel settore automobilistico, le previsioni per il 2025 non promettono nulla di meglio. Sia in Europa che in Italia, dove continua a tirare aria di profonda crisi, causata da una «tempesta perfetta» nel difficile processo di transizione verso i veicoli elettrici. (La Stampa)

Dopo esserci giocati l’industria dei computer (sono passati 25 anni da quando l’Olivetti, allora di proprietà di Carlo De Benedetti, abbandonò la produzione dei pc) e quella del bianco (la Candy, prima azienda a fabbricare lavatrici in Italia e ultima a passare la mano, da cinque anni è cinese), stiamo per perdere anche quella automobilistica. (Panorama)