La protesta degli operai infiamma il Bangladesh. Cosa sta succedendo

REUTERS Non si ferma la mobilitazione dei lavoratori del comparto dell’abbigliamento in Bangladesh e ieri, con la morte di un’operaia, il numero delle vittime del duro scontro con la polizia che dura da undici giorni è salito a quattro. Nei nuovi tafferugli che hanno interessato aree densamente abitate anche da immigrati attratti dalla possibilità di lavoro nelle manifatture, si sono registrati anche numerosi feriti. (Avvenire)

Ne parlano anche altri media

"Il Comitato per la stabilizzazione dei tecnici al Sud esprime, ancora una volta, tutto il proprio stupore e il proprio rammarico rispetto all’atteggiamento che il Governo continua ad avere nei confronti di una questione così delicata ed attuale. (Corriere di Lamezia)

A.t. (fashionmagazine.it)

La battaglia dei lavoratori delle compagnie fast fashion continua contro gli stipendi troppo bassi, nonostante diversi governi abbiano già iniziato ad assecondare le richieste avanzate dai protestanti. (nss magazine)

Di Alberto Galvi – Il primo ministro del Bangladesh Sheikh Hasina ha risposto duramente allo sciopero dei lavoratori dell’industria tessile sulle retribuzioni, in cui vi sono stati scontri mortali. Dopo che i sindacati hanno respinto l’offerta del governo, il primo ministro Sheikh Hasina ha respinto le richieste dei lavoratori per un aumento salariale. (Notizie Geopolitiche)

Dhaka (AsiaNews/Agenzie) - La prima ministra del Bangladesh, Sheikh Hasina, ha rifiutato di concedere ulteriori aumenti salariali dopo le proteste dei lavoratori e delle lavoratrici delle fabbriche tessili che hanno chiesto quasi il triplo del salario scontrandosi nei giorni scorsi anche con la polizia, mentre questa mattina sono state chiuse 150 fabbriche “a tempo indeterminato”. (asianews.it)

diritti umani lavoro donne lunedì, 13 novembre 2023 Dacca (Agenzia Fides) - Già dieci anni fa, nel 2014, un documentario del quotidiano inglese “Guardian", dal titolo "The shirt on your back" spiegava con parole e immagini il costo umano di una maglietta di cotone, fabbricata in Bangladesh, ripercorrendo a ritroso tutta la filiera della cosiddetta "fast fashion industry", l'industria di abbigliamento basata sul consumo, cresciuto vertiginosamente negli ultimi anni nei paesi occidentali. (Fides)