Il tragico 2020 e i camion carichi di bare: cinque anni dopo Bergamo racconta la lotta al Covid

Il giorno del ricordo. A cinque anni da quel tragico 2020, quando il mondo intero si trovò a vivere l’esperienza della pandemia da Covid-19, il Comune di Bergamo – territorio italiano più colpito, simbolo in Italia e all’estero di un’eroica capacità di resistenza e resilienza – ricorda domani, Giornata nazionale in memoria delle vittime del Coronavirus, la tragica immagine dei camion militari in processione a trasportare i defunti dal Cimitero Monumentale del capoluogo orobico verso altre mete per la cremazione. (IL GIORNO)
Su altri media
Bologna ricorda le proprie vittime della pandemia e lo fa, anche quest’anno, coinvolgendo attivamente i parenti e cittadini, per mantenere viva la memoria delle persone scomparse e lo sforzo collettivo fatto da istituzioni e associazionismo durante i difficili anni del Covid. (Corriere della Sera)
A distanza di cinque anni c’è ancora chi ne mette in dubbio la veridicità, come se quello che è successo nella città lombarda, che ha pagato il maggior numero di vittime in proporzione alla popolazione nella prima ondata della pandemia, non fosse vero o degno di rispetto. (Altreconomia)
«Troppo profonde sono le ferite, troppo diffuse sono le lacrime che la pandemia del Covid ha lasciato nelle nostre terre, troppo deprimenti sono le memorie», affermano i presuli della Conferenza Episcopale Lombarda. (Luino Notizie)
Da allora fino al 2013 non mi sono più chiesto, vivendone ai margini, che città fosse e come fossero i suoi abitanti. una mamma che in un supermercato diceva a suo figlio piccolo: smettila, mi sembri di Bergamo…Era esattamente il 1992, l’anno del mio trasferimento da Palermo a Milano. (L'Eco di Bergamo)
DELLA PANDEMIA QUESTO GIORNO (Ufficio per la Liturgia)
Ecco cosa ha detto Porto: "Sono trascorsi 5 anni e ancora non abbiamo visto l'impegno delle istituzioni nel voler far realmente emergere la verità. Giornata nazionale vittime Covid, Antonio Porto al GdI: "Pagina buia con cure negate e assenza di verità" (Il Giornale d'Italia)