Bangladesh, la rivolta delle tessitrici blocca le fabbriche dei grandi marchi

LONDRA — La chiamano “la rivolta delle tessitrici”: 150 fabbriche ferme, 11mila operaie denunciate, almeno tre morti. Saccheggi e proteste hanno paralizzato il settore, protagonista di una trasformazione sociale che ha portato enormi benefici al Bangladesh ma anche motivo di ripetute accuse di sfruttamento all’industria occidentale dell’abbigliamento. Per adesso il risultato è uno sciopero a temp… (la Repubblica)

Su altri giornali

"Il Comitato per la stabilizzazione dei tecnici al Sud esprime, ancora una volta, tutto il proprio stupore e il proprio rammarico rispetto all’atteggiamento che il Governo continua ad avere nei confronti di una questione così delicata ed attuale. (Corriere di Lamezia)

diritti umani lavoro donne lunedì, 13 novembre 2023 La “rivolta delle tessitrici”: anche i grandi marchi della industria della moda dovrebbero fare la loro parte (Fides)

I leader sindacali hanno espresso preoccupazione per il fatto che le sue parole avrebbero potuto provocare ulteriore violenze da parte della polizia e delle forze di sicurezza. Il primo ministro del Bangladesh Sheikh Hasina ha risposto duramente allo sciopero dei lavoratori dell’industria tessile sulle retribuzioni, in cui vi sono stati scontri mortali. (Notizie Geopolitiche)

La battaglia dei lavoratori delle compagnie fast fashion continua contro gli stipendi troppo bassi, nonostante diversi governi abbiano già iniziato ad assecondare le richieste avanzate dai protestanti. (nss magazine)

Da diversi giorni le donne che lavorano nei più grandi poli industriali che riforniscono le marche internazionali sono scese in strada a protestare. Per timore di ulteriori scioperi i produttori hanno chiuso le fabbriche, mentre la prima ministra del Bangladesh continua a governare con il pugno di ferro. (asianews.it)

Tutto è iniziato circa un mese fa con la richiesta di migliori condizioni salariali da parte delle operaie del settore tessile, ma la situazione si è velocemente deteriorata, con scioperi e manifestazioni repressi con la forza dalla polizia. (fashionmagazine.it)