Arrestato il sindaco di Istanbul Ekrem Imamoglu

La polizia turca ha arrestato oggi il sindaco di Istanbul, Ekrem Imamoglu, dopo aver fatto irruzione in casa sua. I media locali riferiscono che l'operazione è collegata a un'indagine per corruzione. Figura di spicco dell'opposizione al presidente Recep Tayyip Erdogan, Imamoglu ha affermato: «Centinaia di poliziotti si sono presentati alla mia porta e hanno fatto irruzione in casa mia. Ho fiducia nella mia nazione». (L'Unione Sarda.it)

Ne parlano anche altre testate

(Adnkronos) – ”Un colpo di Stato contro il nostro futuro presidente”. Così il Partito popolare repubblicano, il Chp, ha condannato l’arresto, all’alba di oggi, del sindaco di Istanbul Ekrem Imamoglu. (Il Giornale dell'Umbria – il giornale on line dell'Umbria)

In particolare, la vittima ha riferito agli operatori che, dallo scorso dicembre, ha subito reiterate richieste di denaro da parte di un uomo che, al suo rifiuto, l’ha minacciato anche di morte e percosso violentemente procurandogli delle lesioni. (Il Giornale dell'Umbria – il giornale on line dell'Umbria)

Il 19 marzo 2025, la polizia turca ha arrestato il sindaco di Istanbul, Ekrem Imamoglu. Oltre a lui, sono state arrestate circa 100 persone vicine al sindaco, tra cui il giornalista Ismail Saymaz. (Nicola Porro)

Truffano donna anziana a Caraffa, arrestati in flagranza di reato

Mercoledi' la polizia turca ha arrestato il sindaco di Istanbul Ekrem Imamoglu dopo aver fatto irruzione nella sua casa, ha detto un addetto stampa all'AFP, mentre i media locali hanno riferito che l'operazione era collegata a un'indagine per corruzione. (Tiscali Notizie)

Un pugno di menti che cercano di usurpare la volontà della nostra nazione ha radunato le forze di polizia, i miei cari poliziotti, gli agenti di sicurezza di questo paese, davanti alle porte delle abitazioni dei 16 milioni di abitanti di Istanbul», ha detto l'uomo in un video pubblicato sul suo profilo X. (Corriere TV)

I presunti autori del fatto criminoso avrebbero contattato un’anziana donna di Caraffa, vedova e che viveva sola in casa, e, qualificandosi falsamente come carabinieri, le avrebbero rappresentato che la di lei figlia era rimasta coinvolta in un sinistro stradale ed era in pericolo di vita e le avrebbero poi richiesto la corresponsione di una somma, simulando che la stessa fosse funzionale a sostenere le spese di un delicato e costoso intervento chirurgico cui la giovane era stata sottoposta, preannunciando nel contempo che di lì a poco sarebbe passato un collaboratore a ricevere in consegna il denaro. (Corriere di Lamezia)