VIDEO Napoli, Gratteri su truffa al Ssn: "Assenteismo dei medici danno da decine di migliaia di euro"

“Gli accertamenti del Dna sui cadaveri non venivano fatti dai medici legali ma venivano gestiti dagli stessi titolari delle pompe funebri. Sono stati trovati i kit di dna presso le sedi delle pompe funebri già firmati dai medici e quindi l’accertamento di centinaia di campi di imputazione”. Così il procuratore della Repubblica di Napoli, Nicola Gratteri, commenta l’inchiesta per truffa al Servizio Sanitario Nazionale che ha portato all’arresto, martedì mattina, di medici dell’Asl e di impiegati del comune partenopeo, all’esito di una maxi-operazione che coinvolge 70 indagati. (LAPRESSE)
Ne parlano anche altre testate
Due anni di indagini per svelare quella che il gip del tribunale di Napoli, nell’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Fabio Provvisier ed eseguita ieri, ha definito «un’organizzazione criminale con una rete di referenti fra onoranze funebri, Caf, patronati e dipendenti pubblici». (la Città di Salerno)
Una organizzazione criminale capace di tessere una trama in cui ciascuno, per la propria parte e in una tetragona suddivisione di compiti e ruoli, riusciva a mungere denaro a palate sui certificati di morte e sui permessi per gli invalidi. (ilmattino.it)
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Via Chiatamone, fine maggio di due anni fa. E il collega Luigi Rinaldi, 67 anni, chiosa: «Non fanno i morti, abbiamo perso un sacco di soldi». (La Repubblica)
Soldi che poi venivano girati ad alcuni medici legali, che avrebbero firmato certificati di avvenuto decesso senza neppure una ricognizione dei deceduti. Cinquanta euro per ottenere il certificato di morte, settanta per la cremazione del caro estinto. (ilmattino.it)
Napoli, i clan dell'area Est volevano i servizi abusivi di pulizia delle case popolari oltre a gestire il market della droga, ricostruiti traffici e reati dalla DDA. (Il Giornale d'Italia)