Romania. Esclusa dalle elezioni un’altra candidata “sgradita” all’Unione Europea e alla Nato
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Prima hanno impedito la candidatura di Calin Georgescu, un nazionalista, adesso l’Ufficio elettorale centrale della Romania ha deciso di rigettare la candidatura anche di Diana Iovanovici Șosoaca, la leader di un altro partito di destra – “S.O.S. Romania” – che si era candidata per le elezioni presidenziali. La Sosoaca, anche lei una ex dell’Alleanza per l’Unione dei Rumeni, si era già candidata alle elezioni del 2024, che però erano state annullate perché Georgescu era in testa nei sondaggi e con l’accusa – fin qui non dimostrata – di sospette “ingerenze russe” a suo favore. (Contropiano)
Ne parlano anche altre fonti
Se c'è una cosa che la politica europea insegna è che le partite si giocano spesso su scacchiere più grandi di quelle che appaiono a prima vista. E la Romania, oggi, è la casella che potrebbe cambiare l’equilibrio di potere dentro l’Unione Europea. (Secolo d'Italia)
In esclusiva per La Voce del Patriota il nuovo volto della destra romena passa in rassegna i punti salienti della politica europea attuale, puntando l’attenzione sul lavoro svolto dal nostro premier in campo internazionale, e ricordando che per una Europa forte e sana occorre tornare al progetto originario e sconfiggere le ideologie distruttive della sinistra di oggi. (La Voce del Patriota)
Dopo che l'ultranazionalista romeno Călin Georgescu è stato squalificato dalla corsa presidenziale del Paese, è apparsa sui social media una serie di post che incolpava l'Ue. Euroverify li ha verificati In un post su X, un attivista politico tedesco di estrema destra ha attribuito il divieto alla "dittatocrazia dell'Ue". (Euronews Italiano)
Dei tre potenziali candidati che l’ultradestra rumena avrebbe potuto presentare alle elezioni presidenziali del prossimo 4 maggio, solo quello per il quale non sono dimostrati rapporti con la Russia e che si dichiara favorevole alla permanenza del suo paese nella Nato e nell’Unione Europea è stato autorizzato a candidarsi. (Tempi.it)
A distanza di tre mesi sembra un ricordo lontano nel tempo che venerdì 6 dicembre 2024 in Romania, a poche ore dal ballottaggio che si sarebbe dovuto tenere la domenica perché nessuno dei candidati era riuscito a raggiungere la maggioranza assoluta delle preferenze, la Corte costituzionale rumena annullò i risultati del primo turno e ordinò che tutte le procedure di voto che si erano tenute il 24 novembre dovevano essere ripetute. (La Città Futura)
Dopo l'annullamento del voto dello scorso novembre, per le segnalazioni di possibili interferenze russe, e l'esclusione di Calin Georgescu dalle prossime elezioni, Simion correrà alle presidenziali del prossimo maggio per l'estrema destra. (Sky Tg24 )