Draghi: «Ue più insicura con Donald». La Lega: «No, colpa dei clandestini»

ROMA Non una entrée royale, ma poco ci manca. Alla fine, ieri mattina, a Mario Draghi è toccato pure il red carpet del Senato. Nonostante l’ex banchiere della Bce sia entrato da San Luigi dei Francesi - l’ingresso secondario di Palazzo Madama - utilizzando il passaggio che costeggia l’Aula di Palazzo Madama - ad aspettarlo nell’anticamera della sala Koch - transennata per l’occasione - ha trovato comunque un gruppo nutrito di giornalisti e cameraman. (ilmessaggero.it)
La notizia riportata su altre testate
A questo scopo non va trascurata la creazione di un comando «di livello superiore che coordini eserciti eterogenei per lingua, metodi, armamenti» e un altro che si occupi di creare una base industriale comune. (il manifesto)
A dare il segno del ritorno e dell’approccio di Mario Draghi, in quel Senato dove vide cadere il suo governo, è, alla fine di una attesa audizione davanti a un parterre delle grandi occasioni di ben tre commissioni di Montecitorio e Palazzo Madama, sono le sue parole conclusive: "Sentite, io vedo che voi guardate l’orologio. (QUOTIDIANO NAZIONALE)
Qualche anno fa, era il 1999, a seguito dei molteplici mea culpa sul loro passato comunista, il manifesto mise in prima pagina una foto di D’Alema e Veltroni col titolo “Facevamo schifo”. (Il Fatto Quotidiano)

Ma chi è il soggetto di questo “abbiamo”? Lui stesso, naturalmente, fin dalla famosa lettera scritta insieme … (Il Fatto Quotidiano)
Per l’ex premier Mario Draghi è tempo di agire: la sicurezza europea è minacciata e “messa in dubbio” dalla nuova amministrazione Usa di Donald Trump, proprio adesso che la Russia di Putin "ha dimostrato di essere una minaccia concreta", ha detto in Senato (Sky Tg24 )
E servirà creare sia un meccanismo di «debito europeo» che un «mercato unico dei capitali» per finanziare la «difesa comune» dei 27 Stati membri dell’Unione Europea. Una «difesa» che non è composta solo da fucili e missili, ma anche da «droni, digitale, spazio e cybersicurezza». (il manifesto)