Usa, aumentano viaggiatori bloccati o respinti alla dogana. Cosa sta succedendo

Usa, aumentano viaggiatori bloccati o respinti alla dogana. Cosa sta succedendo
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Era Trump 2.0

Alle frontiere statunitensi si stanno moltiplicando i casi di turisti in arrivo respinti o portati in centri di permanenza. Come spiega il Corriere della Sera, la Germania ha avvertito i suoi concittadini sui rischi. Il timore è che questo fenomeno porti a un calo delle prenotazioni, con gli europei che potrebbero iniziare a scegliere altre mete Negli Usa sono in aumento i casi di viaggiatori bloccati alle dogane al loro in arrivo. (Sky Tg24 )

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Negli Stati Uniti aumentano i casi di turisti respinti alla dogana o addirittura portati in centri di permanenza. La Germania invita i suoi cittadini ad essere prudenti. Le dogane Usa iniziano a far paura: viaggiatori espulsi, in manette o nei centri di detenzione (MAM-e)

Lucas Sielaff, un turista tedesco di 25 anni in Usa con visto turistico di 90 giorni, da tempo voleva andare in Messico con la fidanzata americana, Lennon Tyler. Più che un viaggio, era una uscita fuori porta, visto che il confine dista da Las Vegas, dove vive la ragazza, cinque ore di viaggio in auto. (la Repubblica)

Viaggiare in Usa da quando c’è Trump è come prima? Facendo una battuta - che è tale non più di tanto - se consideriamo le politiche verso le merci (dazi e dintorni), se consideriamo che anche gli esseri umani sono spesso trattati al pari di merci, se consideriamo le forme estreme che in Usa vengono applicate nei confronti di chi non è in regola con le norme di ingresso e soggiorno (e i numerosi errori di cui ci informano le cronache)... (Aduc)

Le dogane Usa ora fanno paura: turisti respinti, in manette o nei centri di detenzione. E calano le prenotazioni

Negli ultimi mesi si è registrato un aumento di episodi in cui cittadini del Vecchio continente sono stati fermati, trattenuti in centri di detenzione o rispediti nei paesi d'origine durante i controlli doganali negli Stati Uniti. (WIRED Italia)

Cittadini fermati al confine, incatenati, detenuti per due o tre settimane e poi rilasciati perché rei di aver violato le normative di accesso agli Stati Uniti, come scrive Il Corriere della Sera in un pezzo di Leonard Barbieri. (Open)

I tedeschi finiti in cella sono diventati così tanti che il ministero degli Esteri della Germania ha dovuto modificare le raccomandazioni di viaggio per gli Stati Uniti. Non è un’avvertenza — come avviene per destinazioni problematiche come il Medio Oriente o alcune aree dell’Africa —, ma poco ci manca. (Corriere della Sera)