In Italia il capo della milizia libica: «Ha visitato un ministro in ospedale a Roma». La foto e le polemiche: «Non è ricercato»

Non è ricercato dalla Corte penale internazionale, né dall’Interpol. Nei suoi confronti non ci sono «red notice». Ma gli esperti del Consiglio di sicurezza delle Nazioni unite, così come quelli dell’ufficio dell’Alto commissario per i diritti umani, lo hanno identificato come responsabile di gravi violazioni e abusi in Libia. E così il viaggio-lampo a Roma di Abdul Ghani al-Kikli, dal 2021 alla guida dello «Stability support apparatus» (Ssa) del governo di Tripoli, rischia di trasformarsi in un nuovo caso al-Masri. (Corriere Roma)
La notizia riportata su altre testate
Il nome del miliziano ricercato dalla Corte penale internazionale e rispedito in fretta e furia a casa con volo di stato è risuonato anche l’altro giorno, in occasione del ritorno della presidente del consiglio nelle aule del parlamento. (il manifesto)
Il manifesto del 22 marzo 2025 (il manifesto)
Mentre l’operato del governo su liberazione e rimpatrio lampo di Almasri è ancora al vaglio della Corte penale internazionale, un altro comandante libico accusato di torture e abusi viene avvistato in Italia, come anticipato ieri da Repubblica. (la Repubblica)

È sempre piena di libici, anche fuori dall’orario … “Le polemiche sulla visita di Al Kikli? Non sono problemi nostri”, dice il fratello di Adel Jumaa Amer, il ministro di Stato libico per gli Affari del primo ministro e del gabinetto, ricoverato dal 14 febbraio all’European Hospital di Roma (Il Fatto Quotidiano)
Si tratta di Abdul Ghani al-Kikli, noto anche come “Ghneiwa”, comandante della milizia Stability Support Apparatus (SSA), accusato di crimini contro l’umanità e presunto responsabile di torture, sparizioni forzate e uccisioni extragiudiziali. (Tiscali Notizie)
Un altro pezzo grosso delle milizie libiche, Al-Kikli, si trova su suolo italiano. A denunciare la presenza del capo delle Ssa a Roma, il dissidente Husam El Gomati. (LA NOTIZIA)