ELIO “quando un musicista ride” al Teatro Rossini di Pesaro
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"Quando un musicista ride", Elio torna in teatro con un nuovo spettacolo per giocare e ridere con la musica e le canzoni.
Dopo il grande successo di CI VUOLE ORECCHIO, Elio e la sua band di giovanissimi virtuosi, con la regia di Giorgio Gallione si divertiranno ora ad esplorare e reinventare quell’immenso repertorio seriamente comico ai confini tra canto e disincanto che, soprattutto intorno agli anni ‘60, ha percorso la musica, la canzone, il cabaret e il teatro italiano: Fo, Gaber, Jannacci, Cochi e Renato, I Gufi, Felice Andreasi e tantissimi altri, una generazione di artisti eccentrici e controcorrente che hanno sorpreso e divertito tutti, reinventando un genere musicale ricco di stravaganti e divertenti “canzoni scanzonate”.È quello che questo spettacolo si propone di fare, ritrovando e rinnovando oggi quegli spunti geniali, innovativi, anticonformisti, e anche quella libertà creativa. Perché è bello essere lì “quando un musicista ride”.uscito a quattro anni di distanza dal precedente lavoro, I soliti accordi del 1994, contiene i rifacimenti di alcuni pezzi storici del cantautore milanese, in particolare la celebre Vengo anch'io. No, tu no e Son S'ciopàa, brano che racconta la storia di un barbone (anni dopo El portava i scarp del tennis).
Sul palco del Teatro Rossini di Pesaro, Elio si diverte a esplorare e reinventare quell’immenso repertorio seriamente comico, ai confini tra canto e disincanto che, soprattutto intorno agli anni ’60, ha percorso la musica, la canzone, il cabaret e il teatro italiano: Fo, Gaber, Jannacci, Cochi e Renato, I Gufi, Felice Andreasi e tantissimi altri.
Partendo da "Quando un musicista ride" (che Jannacci cantò al Festival di Sanremo del 1998) e attraversando le note di "Una canzone intelligente", Elio ci mostra come la fantasia, attenta i tempi nostri, possa "reinventare" un genere musicale ricco di stravaganti e divertenti “canzoni scanzonate” .
E, poi, le invezioni come "Il foruncolo", , "ho soffritto per te", fino a quel Gaber che nel 1961 cantava "Brucio d'amore": questo nuovo spettacolo si propone di ritrovare e rinnovare oggi quegli spunti geniali, innovativi, anticonformisti, e anche quella libertà creativa degli anni 60 e 70.

Perché è bello essere lì “quando un musicista ride”.
Elio
“quando un musicista ride”.
con Alberto Tafuri - pianoforte, Martino Malacrida – batteria, Pietro Martinelli – basso e contrabasso, Matteo Zecchi – sassofono, Giulio Tullio – trombone
scenografie Lorenza Gioberti
costumi Elisabetta Menzani
luci Andrea Violato
arrangiamenti musicali Paolo Silvestri
regia e drammaturgia GIORGIO GALLIONE
Ufficio Stampa
Giancarlo Garoia
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