RAFFINATO ED ELEGANTE ANTICONFORMISMO: ELISA ROVESTA PRESENTA LA SUA TRILOGIA. DONNA, OSSERVATRICE E AUTRICE, RACCONTA IL MONDO CON IRONIA E SENSIBILITÀ

Quanto è difficile comunicare con ironia? Forse è uno dei modi più complessi, riservato soltanto a chi riesce a guardare il mondo con occhi diversi. E chi possiede questo sguardo diverso? Chi conserva nel proprio essere la creatività.
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Milano, (informazione.it - comunicati stampa - editoria e media)

Se con Fatti di umani. Racconti in cui non succede niente”, l’esordio letterario di Elisa Rovesta, l’autrice ha descritto la società moderna e le sue contraddizioni in chiave ironica, capace di farci riflettere sulla realtà che ci circonda e sul peso delle apparenze senza rinunciare alla leggerezza delle risate, Umanistili e Una ballerina sulla Luna” permette al lettore di compiere un viaggio tra coloro che popolano e animano la realtà contemporanea attraverso 16 racconti brevi e un racconto lungo. Ma è con “Umanestelle” che Elisa Rovesta scrive l’ultimo capitolo della trilogia e così, l’attesa finisce, il cerchio si chiude, l’amore si compie.

Il tempo è trascorso anche per i protagonisti che hanno animato la trilogia e che si ritrovano tutti insieme a festeggiare un matrimonio, tra un guidatore che mette la freccia in curva e una influencer che ha scoperto di essere un profilo armocromatico winter dopo anni di abuso di nuance spring. Ed è proprio con questo perfetto incastro tra umorismo e sensibilità che la Rovesta inserisce nei suoi libri un elemento in più: la creatività.

Stella, una dei protagonisti di Umanestelle”, ormai è grande, è una donna di successo capace di dialogare con la sua Ratio e la sua Passione, presenze inseparabili ed eteree che la influenzano in ogni momento della vita. Probabilmente nel mondo invisibile di Stella ci sarà posto anche per le paure, la rabbia e i tormenti, ma ciò che finalmente rappresenta la grande scoperta è la Creatività, ovvero l’unico sguardo possibile capace di dare una interpretazione diversa ai fatti che occorrono a ognuno di noi.

Apparentemente, sembra che l’interiorità della protagonista sia solo caos e disordine, ma Elisa Rovesta, già dalle prime pagine del suo terzo romanzo, riesce a mettere ordine nella mente umana descrivendo minuziosamente ogni singola esperienza delle persone che, in modo del tutto casuale, vengono messe sulla nostra strada.

Ma sarà poi tutto così casuale o sarà in effetti lo svolgersi di un piano che l’Universo ha scelto per noi? Siamo davvero liberi dentro a un disegno più grande che trova senso in un abbraccio e nell’amore (forse non proprio quello giusto giusto… ma questo non è importante)?

I sentimenti scavano dentro al proprio senso della vita, muovendosi in qualcosa di più grande, in una trama che si svolge nella quotidianità e nella simpatica mediocrità delle vite di ognuno, in una piazzetta che è stata scelta da una mamma che spinge il passeggino (o forse è la piazzetta che ha scelto mamma e carrozzina, chissà). Le mediocri figure sono uniche al tempo stesso e hanno tutte un profondo senso del sé interiore. E poi c’è lei, Stella, lei che di mediocre non ha nulla. Così come nulla di mediocre hanno Hedy e Louis, personaggi centrali e nuovi della trilogia, che consumano in una camera d’albergo una delle più belle pagine d’amore mai scritte, dove perfino una lampada Liberty (attenzione, di alto design) si inchina all’unicità di quei due corpi che diventano un corpo solo, bellissimo e inscindibile, seppur parte singola di un tutto.

E qui si potrebbe parlare di Platone e pure un po’ di Socrate. La scrittura dissacrante di Elisa Rovesta si distingue proprio per la sua cifra stilistica raffinata, elegante e anticonformista. Mentre l’autrice diventa il tramite descrittivo di una parte del mondo che di quel mondo vede il bello e scrive il brutto (ma in modo bello), una scrittrice che riesce a essere ironicamente pungente, ma mai giudicante. Elisa si limita a descrivere, a osservare e a mettere in parole quei pensieri velocissimi che le arrivano attraverso la creatività. Probabilmente dinnanzi al tuttologo che ci fa incontrare nel primo racconto, Elisa si sarà domandata: “Ma come fa a sapere tutto?”, mentre Google si sarà domandato: “Ma questo? Ma quando la smette di farmi domande idiote?” e qualcun altro avrà pensato: “Ma ci crede davvero a quello che dice?” o magari il contrario: Elisa non ci crede, Google ne è affascinato e qualcun altro si domanda come faccia a sapere così tante cose. Al lettore il compito di immedesimarsi nelle comparse che incontrerà, nella confusione di ogni mente e dei mille pensieri, nell’ironia intelligente e raffinatissima della scrittura di Elisa Rovesta.

BIOGRAFIA

Elisa Rovesta è autrice della trilogia composta da “Fatti di umani. Racconti in cui non succede niente”, “Umanistili e Una ballerina sulla Luna” e “Umanestelle” e firma alcuni articoli su importanti testate giornalistiche.

La sua avventura letteraria nasce semplicemente per la necessità che l’autrice ha di dover mettere nero su bianco le sue osservazioni dei “tipi umani”. Ma la sua scrittura appare immediatamente come qualcosa di originale e dissacrante, profondo e unico. Il suo primo libro riscuote grande successo e, da quel momento, la strada della scrittura diventa una logica conseguenza. I suoi libri hanno il pregio di “farsi leggere”. In essi è riconoscibile una coerenza nello sguardo indagatore che le permette di osservare il mondo, nell'ingenuità unita alla profondità di pensiero, nella leggerezza unita a un animo pensante, nell'ironia unita a una serietà che raramente caratterizza le persone. Raffinatezza, eleganza e anticonformismo sono termini capaci di descrivere al meglio la sua scrittura, ma anche il suo guazzabuglio interiore, la sua capacità di elevare a personaggi resi immortali dalla sua scrittura che, in realtà, di immortale non hanno nulla. Un’autrice capace di far trasparire la bellezza delle cose normali, mai scontate, che hanno in sé soltanto quel meraviglioso scorrere del tempo, quel senso della vita che ognuno ricerca e che in pochi colgono. Quel senso della vita che è dentro a ogni suo personaggio così come ogni personaggio alberga (almeno un poco) in lei.

Ufficio Stampa: Maria Verderio

335 1864355

Giornalista iscritta all’OdG della Lombardia

Tessera n° 174611 del 20 gennaio 2020