Eccezionale scoperta sull'affascinante Gatto Bengala

Il bengala è un gatto ibrido ottenuto dall'introcio tra un gatto comune ed un leopardo asiatico. Sono pochissimi ad essere in grado di selezionare questa razza perchè serve ina conoscenza assoluta sia del gatto che del leopardo. Gli allevatori del Khoomfay, il più importante allevamento oggi nel mondo, hanno scoperto perchè il gatto bengala ha un pelo " effetto glitter".
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Roma, (informazione.it - comunicati stampa - varie)

Il glitter è una particolarità del manto del gatto bengala e consiste nella trasparenza e nell’assoluta assenza di colore alle estremità di ogni pelo che fa sì che la luce venga riflessa donandogli quella lucentezza così unica ed affascinante.

Nelle prime mostre feline i giudici erano convinti che i gatti bengala venissero cosparsi di qualche prodotto dato che quell’effetto non si era mai visto prima.

Sfortunatamente, non tutti i bengala possiedono questa caratteristica.

Recentemente, tramite il programma di selezione della razza, l’allevamento Khoomfay ha fatto una sorprendente scoperta che ha stravolto tutte le teorie finora ipotizzate sulle origini del glitter.

Si pensava che questa caratteristica derivasse dal progenitore del gatto bengala : il leopardo asiatico, ma Tonietto Luisa Albachiara ed il compagno, avendo studiato in modo approfondito il felino selvatico anche nei suoi luoghi naturali, hanno escluso che potesse essere così, dato che nessuna delle sottospecie riconosciute ha la presenza del glitter sul pelo.

La maggior parte degli studi effettuati decenni fa, e riportati nella maggior parte di siti informativi della razza, danno notizie sbagliate circa l’origine di questo tipo di manto.- Purtroppo-, ci spiega l’Allevatrice Albachiara -  ci troviamo in un epoca in cui basta prendere una fonte sul web per darla da bere come se fosse acqua santa, ma la maggior parte delle notizie che riguardano il Gatto Bengala, vengono divulgate senza cognizione di causa.-

Tante e troppe notizie basate sulla teoria, ma per poter dare un informazione con l’assoluta certezza, servono decine di anni di conoscenza e studio, e di esperienza fatta in prima persona.

Le notizie a riguardo del glitter nel gatto bengala, riportano spesso che sia frutto di uno o due geni recessivi che si trasmettono ga genitore in figlio, ma non è così.

Altre fonti dicono che la caratteristica è stata data da un esemplare di leopardo indiano , uno dei primi utilizzati per creare la razza del bengala in America.  Anche questa notizia non è realistica, in quanto la razza non è nata e sviluppata soltanto e partendo obbligatoriamente dall’America, ma oggigiorno ci sono programmi di selezione in tutto il mondo, e la caratteristica quindi non può essere legata al soggetto originario.

Tante e troppe ipotesi basate solo sulla teoria, che non collimano quando i due allevatori le confrontano con tutti i dati raccolti in vent’anni di selezione genetica della razza.

Albachiara e Maurizio, hanno fatto ricerche sia sul Prionailurus Bengalensis (il leopardo asiatico) sia sui loro esemplari che selezionano con risultati sorprendenti, e si stanno occupando da molti anni dell’ incompatibilità genomica, ovvero gli effetti della fusione tra i geni del gatto e quelli del leopardo, che non combaciano alla perfezione.

Un gatto bengala possiede circa 20.000 geni e circa 20 geni sono responsabili del colore e del motivo del mantello. La misura in cui colori e motivi sono visibili dipende da un numero di geni specifici. Questi geni sono indicati da una lettera.

Ebbene, dopo anni di studio, i due allevatori, confrontandosi anche con molti studiosi di genetica nel mondo, hanno scoperto una cosa del tutto sensazionale: il glitter nel manto del gatto bengala non è frutto della fusione di due geni recessivi come scritto in modo molto superficiale da sitarelli improvvisati, ma di una “mutazione genetica” data da un gene regolatore chiamato “recettore 2” del fattore di crescita dei fibroblasti, (Fgfr2) responsabile della crescita e della composizione strutturale del pelo nei gatti.

Questa notizia, esclusiva, segna una svolta nella selezione della razza del bengala; Maurizio ed Albachiara sono conosciuti in tutto il mondo per la loro profonda conoscenza della razza del bengala e per i loro esemplari di una bellezza quasi “impossibile”.

Il loro amore per questi felini li ha spinti a dedicare loro la vita, creando un oasi dove il gatto bengala vive e si riproduce in un ambiente creato appositamente per loro ricreando l’habitat originario del leopardo asiatico.

I loro cuccioli sono frutto di una selezione certosina e sono tra i più belli e ricercati al mondo.

 

Ufficio Stampa