In attesa della sentenza della Corte costituzionale, sul caso Ita Airways Meritocrazia Italia chiede dialogo
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La vicenda della cessione di Alitalia a ITA Airways sembra non avere fine.
L'art. 6, d.l. 29 settembre 2023, n. 131 (modificato dalla l. 27 novembre 2023, n. 169) introduce una norma di interpretazione autentica che intende risolvere un complesso nodo giurisprudenziale. Riguarda la cessione di complessi aziendali da parte di imprese sottoposte a procedura di amministrazione straordinaria, e si propone di chiarire l'inapplicabilità dell'articolo 2112 c.c. – che disciplina la continuità dei rapporti di lavoro in caso di trasferimento d'azienda – nelle cessioni effettuate nell'ambito di programmi di liquidazione approvati dalla Commissione europea, quando è esclusa la continuità economica tra cedente e cessionario.
Il dubbio, però, è che questa disposizione non sia di semplice interpretazione, ma porti con sé una vera e propria riscrittura delle regole.
Il punto, come ha già rilevato il Tribunale di Roma nel 2023, è che, se si tratta di una norma innovativa, il suo effetto dovrebbe valere solo per il futuro; diversamente, potrebbe avere portata retroattiva, con conseguenze severe per quei lavoratori che avevano già intrapreso un percorso giudiziario per il riconoscimento dei loro diritti.
Oggi la questione è all’attenzione della Corte Costituzionale, che il prossimo 25 marzo 2025 si dovrebbe pronunciare sulla compatibilità della disposizione con i principi fondamentali dell'ordinamento.
Non si tratta di un dettaglio tecnico.
Uno sistema giuridico stabile non si misura solo dalla capacità di offrire certezze, ma anche dalla coerenza con cui queste certezze sono garantite nel tempo.
Meritocrazia Italia guarda con attenzione all'imminente decisione della Corte Costituzionale.

Il rilancio di un'impresa strategica come ITA Airways deve poggiare su basi solide e sostenibili, ma è altrettanto evidente che un Paese non può permettersi di trattare il diritto come una variabile di aggiustamento per esigenze contingenti. Non si tratta di opporsi al mercato o ai diritti, ma di evitare che l'uno diventi pretesto per comprimere gli altri.
Le transizioni, perché siano davvero eque e funzionali, non possono risolversi in un gioco di forze sbilanciato.
L'industria ha bisogno di transizioni a regole certe, i lavoratori hanno bisogno di garanzie effettive.
Nessuna delle posizioni deve venire sacrificata.
In questo contesto, Meritocrazia continua a chiedere dialogo. È essenziale un confronto costruttivo tra Istituzioni, imprese e parti sociali, con l'obiettivo di individuare soluzioni che coniughino sviluppo e giustizia, evitando rigidità che possano ostacolare il futuro dell'industria nazionale, ma senza derogare ai principi cardine della nostra democrazia.
Stop war.
Roma, lì 20 Marzo 2025
Meritocrazia Italia
Il Presidente Walter Mauriello
Ufficio Stampa
Nicola Barbatelli
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Responsabilestampa@meritocrazia.eu