AL TEATRO SANNAZARO PEPPE BARRA IN ASSOLO PER DUE BUBÙ BABÀ BEBÈ CON Lalla Esposito

Una produzione Tradizione e Turismo, Centro di produzione teatrale -Teatro Sannazaro ed Ag Spettacoli.Da venerdì 4 aprile alle ore 21.00 al teatro Sannazaro Peppe Barra propone “Assolo per due Bubù Babà Bebè” con la regia di Lamberto Lambertini. Con Barra in scena ci sarà Lalla Esposito e Francesco Manco al clarinetto, Agostino Oliviero al mandolino e violino, Antonio Ottaviano al pianoforte.
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Napoli, (informazione.it - comunicati stampa - arte e cultura)

Da venerdì 4 aprile alle ore 21.00 al teatro Sannazaro Peppe Barra propone Assolo per due Bubù Babà Bebè” con la regia di Lamberto Lambertini. Con Barra in scena ci sarà Lalla Esposito e Francesco Manco al clarinetto, Agostino Oliviero al mandolino e violino, Antonio Ottaviano al pianoforte. Gli arrangiamenti musicali sono di Giorgio Mellone e Francesco Esposito è l’aiuto regista. Una produzione Tradizione e Turismo, Centro di produzione teatrale -Teatro Sannazaro ed Ag Spettacoli.

Note di regia:

Partiamo dal titolo: “Bubù Babà Bebé”, canzone, surreale filastrocca di Rodolfo De Angelis, cantautore, drammaturgo, attore, pittore e saggista napoletano degli anni trenta, un artista, un fu-turista, che aveva traversato la vita, come scrisse: “Con lieve e cauto passo ritmico”. Con questo spirito leggero possiamo dare inizio a questa passeggiata nei vicoli del nostro teatro novecentesco, epoca dalle mille facce, attraversandone luce e ombra, cupezza e allegria, commedia e tragedia, cavalcando tutte le sue molteplici forme, per coglierne l’anima, il gesto, lo stile, l’umore, l’amore profondo per la prosa e per la musica.

Una vivace e incalzante miscellanea teatrale dove i due primi attori, aperto il sipario, si trovano circondati, ludici prigionieri, da pesanti pareti di velluto rosso fuoco, un pozzo, una caverna da cui è impossibile fuggire senza aver raggiunto la fine. Lungo quella plissettata, curva muraglia alcune sedie portano scialli, giacche, cappelli, spille e piume che possano servire agli attori. Si mette in moto un girotondo di testi che si susseguono senza respiro, uniti da legami di somiglianza e di contrasto. Si squaderna così un libretto di scenette, canzoni e monologhi, più rari o più famosi, da Di Giacomo, a Bovio, a Viviani, a Moscato, nel quale gli interpreti si trasformano nei relativi personaggi, aggiungendo, a vista, pochissimi elementi al loro nero costume di base. Un gran lavoro per Peppe Barra e Lalla Esposito, un gran divertimento al quale orchestrali e pubblico vengono continuamente indotti a partecipare. Uno spettacolo a due voci che sogna di essere un assolo.

Lamberto Lambertini