Meloni si oppone alle nomine Ue e l'Italia affronta una crisi di cassa integrazione

La premier italiana Giorgia Meloni ha recentemente preso una posizione forte contro le nomine proposte per i nuovi vertici europei. Questa decisione è stata presa in risposta alla proposta formulata da popolari, socialisti e liberali, che Meloni ha definito "sbagliata nel metodo e nel merito".

Ha dichiarato di non sostenerla per rispetto dei cittadini e delle indicazioni che da quei cittadini sono arrivate con le elezioni.

Meloni ha espresso la sua opposizione durante una cena in cui i Ventisette "fanno politica", come ha descritto l'olandese Mark Rutte.

Nonostante si sia mostrata "collaborativa" nel pomeriggio sui dossier trattati al Consiglio (Ucraina e Agenda strategica), la posizione italiana all'ingresso si è fatta più dura. Meloni ha confidato ai suoi che l'Italia "oscilla tra il 'no' e l'astensione".

Parallelamente, l'Italia sta affrontando una crisi di cassa integrazione.

L'Inps ha registrato in maggio domande per 47,2 milioni di ore, in aumento del 24% rispetto al mese precedente e del 36% rispetto a maggio 2023. Questi aumenti sono dettati dalle dinamiche di mercato di alcune grandi aziende che stanno attraversando un momento di profonda riorganizzazione e di riposizionamento nel mercato.

Meloni ha concluso affermando: "Continuiamo a lavorare per dare finalmente all'Italia il peso che le compete in Europa".

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