Mazara del Vallo e le altre città italiane celebrano la fine del Ramadan tra integrazione e solidarietà
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Nelle prime ore del mattino di domenica 30 marzo, mentre il cielo sul lungomare di Mazara del Vallo iniziava a schiarirsi, centinaia di fedeli si sono riuniti per celebrare l’Eid al-Fitr, la festa che segna la fine del Ramadan. La città siciliana, da sempre crocevia di culture per la sua vicinanza alle coste tunisine e per la significativa presenza islamica, ha offerto ancora una volta l’immagine di un’integrazione vissuta senza tensioni, dove la convivenza si traduce in momenti di condivisione autentica.
A Lugano, invece, l’appuntamento è fissato per il prossimo 6 aprile, quando Swiss Barakah Charity, insieme al Centro culturale turco islamico e altre associazioni locali, inviterà la popolazione a partecipare ai festeggiamenti nel Capannone di Pregassona. Tra gonfiabili, bancarelle gastronomiche e attività per bambini, l’evento punta a trasformarsi in un’occasione di incontro, senza dimenticare la proiezione di un documentario realizzato in Burkina Faso dall’Associazione Amélie, che aggiunge una dimensione di impegno sociale alla giornata.
Nell’Alto Milanese, a Legnano, il Parco dell’Amicizia ha ospitato oltre 2500 persone, radunatesi nonostante i lavori in corso nell’area, dimostrando come la volontà di partecipazione superi gli ostacoli logistici. L’associazione Italo Araba ha organizzato la preghiera collettiva, restituendo un’immagine di coesione che va oltre le semplici parole.
A Napoli, infine, in piazza Garibaldi si è svolta una delle celebrazioni più imponenti, con circa settemila fedeli riuniti sotto la guida dell’imam Amar Abdallah. Le sue parole hanno ricordato la gioia legata alla conclusione del digiuno, senza però dimenticare un pensiero rivolto ai bambini di Gaza, in un momento in cui la festa si intreccia inevitabilmente con le drammatiche questioni internazionali.