Mirafiori, Elkann in Parlamento: “Da novembre produrrà la 500 ibrida, nel 2030 la nuova generazione”

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La Repubblica ECONOMIA

Il futuro dello stabilimento di Mirafiori “non prevede solamente la produzione dell'attuale Fiat 500 elettrica: tra due settimane partiranno i lavori di adeguamento delle linee di assemblaggio e di lastratura per la nuova 500 ibrida, e già a maggio avremo i primi prototipi su cui faremo le attività di sviluppo utili alla messa in produzione. Ce la stiamo mettendo tutta per l'avvio della produzione questo novembre". (La Repubblica)

Se ne è parlato anche su altre testate

Il direttore-editore Paolo Panerai su Orsi & Tori di MF-Milano Finanza di sabato 22 ha ricordato come nella recentissima «lunga e compiacente» audizione in parlamento John Elkann non abbia citato nessun nome di quelli che salvarono la Fiat, il cui impegno ha dato modo a Elkann di essere quel che oggi è al vertice di Stellantis. (Milano Finanza)

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa pubblicata nel sito https://www.cgil.it/ufficio-stampa) Serve una politica industriale per il Paese e per l’Europa che guardi a tutti i settori manifatturieri, automotive compreso. (agenzia giornalistica opinione)

Presa di posizione dei sindacati dopo la comunicazione di ieri dell'azienda: ancora un anno all'insegna degli ammortizzatori sociali. La Fiom-Cgil è pessimista: "Dalle notizie in nostro possesso tutti i modelli saranno in ritardo". (LeggoCassino.it)

Quanti soldi degli italiani nei decenni ha incassato la famiglia Elkann-Agnelli, quanti ne ha distribuiti come dividendi, ossia come guadagni, e quanti posti di lavoro sono andati in fumo negli ultimi anni? Quante realtà produttive sono state chiuse in Italia e quante ne sono state aperte all’estero? Queste sono le domande a cui il signor Elkann dovrebbe rispondere”. (LAPRESSE)

Il mercato in crisi, l’Italia da rilanciare. Forse. (Orticalab)

"La domanda sulla fiducia nella crescita promessa da Elkann nel 2026 andrebbe fatta agli operai da lui licenziati o cassaintegrati. (La Nuova Sardegna)