Wall Street, in fumo 2.000 miliardi: Apple, Amazon, Nvidia e Meta pagano il conto più salato
Articolo Precedente
Articolo Successivo
I dazi di Donald Trump stanno spazzando via 2.000 miliardi di dollari di valore da Wall Street . Per Apple stanno andando in fumo 274,0 miliardi di dollari, per Amazon 181,9 miliardi e per Nvidia 143,4 miliardi. Meta invece sta perdendo 143,4 miliardi, mentre Microsoft e Google 69,1 miliardi ciascuna. (Il Sole 24 ORE)
Su altri giornali
Tre mesi più tardi l’investimento simbolico - ed economico - dei magnati tecnologici sul nuovo presidente americano non si sta rivelando all’altezza delle aspettative. Secondo i calcoli di Bloomberg, le 500 persone più ricche del mondo hanno perso 208 miliardi di dollari nel tracollo dei mercati causato dall’annuncio dei dazi statunitensi. (Corriere della Sera)
L’indice S&P 500 in calo del 5% e il Nasdaq Composite in ribasso del 6%. Il presidente Donald Trump ha annunciato mercoledì che gli Stati Uniti imporranno un dazio fisso del 10% su tutti i paesi del mondo, con tariffe ancora più alte per molti dei maggiori partner commerciali americani, tra cui Cina, India, Giappone, Corea del Sud, Regno Unito e Unione Europea. (Forbes Italia)
Miliardi di dollari volatilizzati in un solo giorno. Il panico sui mercati globali ha addirittura generato la quarta peggiore performance giornaliera nella storia del Bloomberg Billionaires Index, con una perdita media del 3,3% per ogni miliardario. (autoblog.it)
Giovedì le azioni hanno subito la loro peggiore perdita in un solo giorno negli ultimi cinque anni. I vasti dazi imposti dal presidente Donald Trump mercoledì pomeriggio hanno scatenato il caos nei mercati. (La Stampa)
La Borsa americana ha chiuso la sua peggiore settimana dal marzo del 2020, nel pieno dell'emergenza Covid. Secondo i calcoli di alcuni analisti, riportati da MarketWatch, oltre 5.000 miliardi sono andati in fumo solo negli ultimi due giorni con i dazi Usa. (Tgcom24)
La procura di Milano, attraverso la sezione antiterrorismo, aprirà un’inchiesta su un presunto drone russo che nell’ultimo mese avrebbe volato per cinque volte sul Centro Comune di Ricerca (CCR) gestito dalla Commissione europea che si trova a Ispra, sul lago Maggiore, in provincia di Varese. (Gli Stati Generali)