Violenta una psicologa del carcere San Vittore e la minaccia di morte con una lametta: arrestato detenuto 38enne

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Lo scorso lunedì 17 marzo un detenuto del carcere milanese di San Vittore è stato arrestato in flagranza dalla polizia penitenziaria con l'accusa di violenza sessuale e sequestro di persona. L'uomo, un 38enne che svolgeva il ruolo di scrivano all'interno della casa circondariale, avrebbe minacciato di morte una psicologa puntandole contro una lametta da barbiere monouso e l'avrebbe costretta a subire abusi sessuali. (Fanpage.it)

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Avrebbe costretto una psicologa a subire atti sessuali all'interno del carcere di San Vittore: la polizia penitenziaria ha arrestato in flagranza di reato un detenuto di 38 anni. È accusato di violenza sessuale e sequestro di persona aggravati. (TGR Lombardia)

Essere violentata proprio in carcere: è quanto ha rischiato a San Vittore una giovane psicologa aggredita nella sala «barberia» da un detenuto «lavorante», che dagli agenti era stato incaricato di raccogliere e preparare le sedie nella stanza dove si sarebbero dovuti svolgere i colloqui dei reclusi con la professionista. (Corriere Milano)

Una psicologa ha subito violenza sessuale da parte di un detenuto di 37 anni nel carcere milanese di San Vittore. L’uomo, Alessandro Merico, che svolgeva il ruolo di “scrivano” all’interno del carcere, l’ha minacciata con una lametta monouso dopo averla invitata a entrare nel bagno all’interno della “barberia” con il pretesto di prelevare delle sedie. (Il Fatto Quotidiano)

Violenza sessuale e sequestro di persona. Sono queste le accuse di cui dovrà rispondere un uomo di 38 anni, detenuto nel carcere di San Vittore ora arrestato dalla polizia penitenziaria per aver costretto una psicologa di 34 anni a subire abusi sessuali, dietro la minaccia di una lametta. (MilanoToday.it)

La ricostruzione del raid, che si è concluso con l’arresto in flagrante del trentottenne, ci riporta alle 11.40 di lunedì, al quarto piano di via Filangieri: lì la professionista deve incontrare alcuni reclusi, nel reparto protetti. (IL GIORNO)

È successo lunedì scorso. Secondo quanto ricostruito la dottoressa, una 34enne è rimasta sola con il detenuto in uno spazio della casa circondariale dove l'uomo era autorizzato a trascorrere del tempo in virtù della possibilità di lavorare. (il Giornale)