Salvini e il caos treni, accuse di sabotaggio e polemiche politiche
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Matteo Salvini, vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, si trova al centro di una bufera politica e mediatica a causa dei recenti disservizi ferroviari che hanno colpito il Paese. Mentre il ministro si è astenuto dal rispondere in aula, delegando il compito al ministro Luca Ciriani durante il question time, non sono mancate dichiarazioni e comunicati per spiegare la sua posizione. Salvini ha infatti attribuito la colpa dei disagi a presunti sabotaggi, puntando il dito contro la sinistra e gli scioperi.
Le Ferrovie dello Stato (FS) hanno presentato un esposto alla DIGOS, denunciando circostanze altamente sospette riguardo ai guasti e alla loro frequenza, che hanno sollevato più di qualche interrogativo. L'esposto, esaminato dal manifesto, descrive i numerosi problemi verificatisi tra l'11 e il 15 gennaio, concludendo che, sebbene gli episodi sembrino collegati a disfunzioni tecniche, non si può escludere l'ipotesi di attività mirate a destabilizzare il gruppo FS a livello istituzionale e governativo.
Nel frattempo, Salvini ha preferito ricevere il ministro degli Affari Esteri israeliano, Gideon Saar, piuttosto che presentarsi in Parlamento per riferire sul caos dei trasporti. Questa scelta ha suscitato critiche, alimentando ulteriormente le polemiche. Pietro Lunardi, ex ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, ha difeso Salvini, sostenendo che i disagi siano frutto della casualità e che il ministro abbia ereditato una situazione complicata.
La questione dei disservizi ferroviari e delle accuse di sabotaggio rimane aperta, con FS che continua a svolgere accertamenti interni per ricostruire le cause e le responsabilità dei guasti.