Kursk, l’offensiva russa e il gasdotto che ha cambiato le carte in tavola
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L’offensiva russa nella regione di Kursk, teatro di scontri sempre più intensi, ha registrato una svolta drammatica nelle ultime ore. Secondo fonti dello Stato maggiore ucraino, un centinaio di membri delle forze speciali russe avrebbero tentato di infiltrarsi nelle linee difensive nemiche strisciando per quattro giorni all’interno di un gasdotto lungo 15 chilometri. Il condotto in questione, parte del sistema Urengoy-Pomary-Uzhgorod, sarebbe stato utilizzato per aggirare le postazioni ucraine e raggiungere la cittadina di Sudzha, situata nella stessa regione di Kursk.
La manovra, definita da alcuni osservatori “folle” e “disperata”, non è però andata come previsto. Fonti russe, pur confermando l’operazione, hanno ammesso perdite significative, con diversi soldati morti soffocati all’interno del gasdotto. Le condizioni estreme, unite alla mancanza di ossigeno e agli spazi ristretti, avrebbero trasformato l’impresa in un incubo, rendendo vano il tentativo di sorprendere le forze ucraine.
Intanto, la situazione strategica nella regione continua a peggiorare per Kiev. Negli ultimi sei mesi, le truppe russe hanno riconquistato circa 900 dei 1.200 chilometri quadrati persi in precedenza, avanzando con una rapidità che ha colto di sorpresa gli analisti. La decisione degli Stati Uniti di sospendere le comunicazioni di intelligence militare all’Ucraina sembra aver giocato un ruolo cruciale, privando Kiev di informazioni preziose per organizzare una difesa efficace.
Con le principali linee di difesa ucraine ormai sfondate e le catene di approvvigionamento interrotte, circa 10.000 soldati rischiano di rimanere accerchiati. Le opzioni a disposizione di Kiev appaiono limitate: un ritiro rapido, ma potenzialmente disorganizzato, o la resa. La difesa a oltranza, d’altra parte, non sembra più sostenibile, data la crescente pressione delle forze russe, determinate a riconquistare il territorio perduto all’interno dei propri confini.
L’avanzata russa nel Kursk arriva in un momento delicato, alla vigilia dei colloqui di Riyad tra le delegazioni di Ucraina e Stati Uniti. Mentre Mosca intensifica le operazioni militari, Kiev si trova costretta a fare i conti con una situazione sempre più complessa, che rischia di compromettere ulteriormente le già fragili difese lungo il fronte orientale