Come mai nella serie Netflix sul caso Yara Gambirasio non si parla della foto che potrebbe scagionare Massimo Bossetti? C'entra il produttore e regista della docu-serie, Gianluca Neri, perché...

La serie Netflix sul caso di Yara Gambirasio continua a far discutere, soprattutto per il taglio innocentista che è stato percepito da molti spettatori. Presente nel corso degli episodi anche Massimo Bossetti, condannato all’ergastolo in via definitiva con l’accusa di omicidio, che per la prima volta ha parlato davanti alle telecamere. Produttore e regista della docuserie Gianluca Neri, già autore della docu-serie SanPa: Luci e tenebre di San Patrignano, che non era del tutto estraneo al caso di Yara: “Partecipando alle udienze del processo d’appello, ho avuto fin da subito l’impressione di trovarmi in un circo nel quale ognuno recitava la sua parte, con magistrati e media impegnati a costruire l’immagine del mostro”. (MOW)

La notizia riportata su altri media

La scelta sulle piattaforme Certo, non basta questo a giustificare il grande successo dell'ultima docuserie crime targata Netflix, Il caso Yara - Oltre ogni ragionevole dubbio. (AMICA - La rivista moda donna)

Il Caso Yara, Massimo Bossetti pagato per la serie Netflix: la verità di Fabrizio Corona L'ex re de paparazzi svela il cachet dell'assassino di Yara Gambirasio e si scaglia contro il colosso accusandolo di "Sciacallaggio". (Libero Magazine)

Questo nonostante, lo ricordiamo, sia stato condannato in via definitiva all’ergastolo. Una docuserie in cui viene posto l’accento, sempre in maniera indiretta, sull’eventualità che Massimo Bossetti sia innocente. (MOW)

Scatenato dai microfoni di Mondocash, Fabrizio Corona rivela la cifra che avrebbe ricevuto Massimo Bossetti per partecipare alla serie Netflix sull'omicidio di Yara Gambirasio e solleva dei dubbi di natura etica, per una volta condivisibili. (ComingSoon.it)

Ma proprio su questa apparizione è intervenuto l’ex re dei paparazzi Fabrizio Corona durante un suo intervento nel podcast MondoCash. Nelle immagini del docs-film si ripercorrono le vicende di uno dei casi di omicidio più famosi d’Italia. (Il Fatto Quotidiano)

In "Omicidio all'italiana" (2017) Maccio Capatonda ironizzava sul crescente appetito voyeuristico collettivo, che non accenna a dar segni di cedimento. Il quale non ha mai smesso di proclamarsi innocente e adesso, attraverso lo show (è proprio il caso di dirlo) diretto da Gianluca Neri, perora la propria "causa". (Tv Sorrisi e Canzoni)