Il V6 Alfa Romeo potrebbe sopravvivere nelle nuove Giulia e Stelvio quadrifoglio
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Mentre Alfa Romeo si prepara a lanciare la prossima generazione di Stelvio e Giulia, con il debutto del suv previsto entro pochi mesi e quello della berlina nel 2026, una domanda aleggia tra gli appassionati: che fine farà il V6 biturbo da 2,9 litri, simbolo delle versioni Quadrifoglio? Le ultime dichiarazioni di Cristiano Fiorio, responsabile marketing della casa del Biscione, lasciano intendere che il propulsore termico potrebbe non essere ancora archiviato, nonostante l’imminente transizione verso l’elettrico.
La piattaforma STLA Large, su cui saranno costruite le due nuove modelle, è stata sviluppata per ospitare sia powertrain elettrici sia tradizionali, garantendo una flessibilità che Alfa Romeo sembra voler sfruttare. Sebbene inizialmente si fosse parlato di una Quadrifoglio completamente elettrica, con oltre 1.000 cavalli e prestazioni estreme, Fiorio ha sottolineato l’importanza di preservare l’eredità sportiva del brand, lasciando la porta aperta a un’eventuale riconferma del V6.
Del resto, la scelta di mantenere un motore termico nella top di gamma avrebbe un duplice vantaggio: da un lato, accontenterebbe i puristi che mal digeriscono l’addio al rumore e alla meccanica tradizionale; dall’altro, permetterebbe di differenziarsi dalla concorrenza, sempre più orientata verso soluzioni esclusivamente elettriche. Non è un caso che la nuova Giulia Quadrifoglio, pur abbandonando la linea a tre volumi per una silhouette più fastback – vicina a quella di un crossover – resterà comunque distinta dalla Stelvio, mantenendo un’identità precisa.