Governo impugna legge regionale sulle aree idonee per le energie rinnovabili

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Il governo Meloni ha recentemente impugnato la legge regionale n. 20 del 2024, riguardante le aree idonee per l'installazione di impianti per l'energia rinnovabile in Sardegna. Tale decisione, definita dal senatore del M5s Ettore Licheri come una scelta politica, ha suscitato numerose polemiche. Licheri ha sottolineato come il governo abbia agito in risposta alle critiche mosse dalla Regione Sardegna, che ha più volte messo in crisi l'esecutivo centrale.

L'assessora della Difesa dell'ambiente, Rosanna Laconi, ha espresso preoccupazione per l'impugnazione della legge, considerandola un atto grave che prevarica il diritto della Sardegna di pianificare il proprio sviluppo nel rispetto dell'ambiente e del patrimonio naturale. Laconi ha ribadito che la legge non rappresenta un ostacolo alla transizione energetica, bensì uno strumento fondamentale per garantire che il passaggio alle energie rinnovabili avvenga in modo sostenibile e compatibile con la salvaguardia degli ecosistemi e delle risorse naturali dell'isola.

La questione ha sollevato il rischio di un vuoto normativo, che potrebbe aprire la strada a nuove speculazioni. Tuttavia, la governatrice Alessandra Todde ha escluso tale possibilità, affermando che la Regione si difenderà davanti ai giudici costituzionali nell'interesse dei sardi. L'opposizione, invece, ha proposto la legge Pratobello 24 come soluzione al problema.

Il paradosso della situazione risiede nel fatto che la proposta di legge impugnata è stata presentata da Roberto Calderoli, sostenitore dell'autonomia differenziata, e ora contestata dalla stessa Regione Sardegna.