Incursioni nel territorio di Kursk: la versione di Kiev e l’appello di Putin

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ESTERI

La situazione nella regione di Kursk, al confine tra Russia e Ucraina, continua a essere al centro di un acceso dibattito internazionale, con versioni contrastanti provenienti dalle parti in conflitto. Mosca ha annunciato di aver riconquistato quasi tutte le aree della regione, precedentemente sotto il controllo delle forze ucraine, rivendicando la "liberazione" di 28 centri abitati, tra cui Sudzha, e affermando di esercitare il dominio anche su un insediamento nella regione ucraina di Sumy. Tuttavia, l’esercito di Kiev ha respinto queste affermazioni, definendole infondate e strumentali.

Secondo il ministero della Difesa russo, le operazioni militari sarebbero state condotte con successo, garantendo il ripristino del controllo su ampie porzioni del territorio. Al contrario, lo Stato maggiore dell’esercito ucraino ha negato categoricamente che le proprie truppe siano state accerchiate, come invece sostenuto da alcune dichiarazioni provenienti dagli Stati Uniti. «I resoconti sul presunto accerchiamento delle unità ucraine sono falsi e inventati dai russi per scopi politici», ha dichiarato un portavoce, sottolineando che le forze di Kiev stanno continuando a respingere le offensive nemiche, infliggendo danni significativi attraverso l’uso di diverse tipologie di armamenti.

Nel frattempo, il presidente russo Vladimir Putin ha fatto propria la proposta avanzata da Donald Trump, il quale aveva esortato a risparmiare la vita dei soldati ucraini nella regione di Kursk. Putin ha garantito che, qualora le truppe ucraine deponessero le armi, verrebbe loro assicurato un trattamento dignitoso e la salvezza. «Comprendiamo l’appello del presidente Trump a farsi guidare da considerazioni umanitarie», ha dichiarato il leader russo durante un intervento al Consiglio di Sicurezza nazionale, aggiungendo che la Russia è pronta a rispettare le norme internazionali sui prigionieri di guerra.

Questa presa di posizione, tuttavia, non sembra aver placato le tensioni. Kiev, da parte sua, continua a ribadire che le proprie forze non sono in una situazione di stallo, ma anzi stanno contrastando efficacemente le azioni offensive russe. La divergenza tra le versioni dei fatti, unita alla complessità delle operazioni militari in corso, rende difficile delineare un quadro chiaro della situazione sul campo.