Cagliari, il ‘giallo’ sulla morte di due fidanzati
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Il corpo di Paolo Durzu, 33 anni, è stato recuperato in tarda mattinata tra gli scogli di Cala Fighera, un anfratto del promontorio della Sella del Diavolo a Cagliari, a circa 15 metri dal punto in cui, mercoledì, era stato ripescato il cadavere della sua fidanzata, Manola Mascia, 29enne. I vigili del fuoco, nonostante le avverse condizioni del mare – con onde alte due metri e mezzo – hanno portato a termine l’operazione, seguita con angoscia dai genitori di Durzu, che hanno riconosciuto il figlio dopo il tragico ritrovamento.
La dinamica dei fatti, ancora avvolta nel mistero, si è arricchita di nuovi dettagli grazie all’autopsia effettuata sul corpo di Manola Mascia. Il medico legale Roberto Demontis ha confermato che la giovane è deceduta a causa delle ferite alla testa, riportate nella caduta dalla scogliera. Gli accertamenti, durati circa quattro ore, hanno escluso altre cause immediate, anche se le analisi tossicologiche e istologiche, i cui risultati saranno disponibili solo tra qualche mese, potrebbero fornire ulteriori chiarimenti.
La coppia, scomparsa martedì scorso, era stata segnalata dai familiari dopo che non avevano dato più notizie di sé. Il ritrovamento dei due corpi, a distanza di poche ore l’uno dall’altro, ha scosso l’opinione pubblica, alimentando domande sulle circostanze che hanno portato alla tragedia. Le autorità, al momento, non hanno rilasciato dichiarazioni ufficiali sulle possibili cause dell’incidente, limitandosi a confermare che le indagini sono ancora in corso.
Cala Fighera, luogo noto per la sua bellezza ma anche per la pericolosità degli scogli, è stata teatro di un evento che ha lasciato una profonda ferita nella città. I familiari delle vittime, oltre al dolore per la perdita, si trovano ora ad affrontare l’incertezza di un caso che, per ora, non offre risposte definitive. Le operazioni di recupero, complicate dalle condizioni del mare, hanno aggiunto un ulteriore strato di drammaticità a una vicenda già carica di sofferenza.
Mentre la Procura di Cagliari continua a lavorare per ricostruire l’accaduto, la città si interroga su quanto sia accaduto in quel tratto di costa, dove il confine tra bellezza e pericolo è spesso labile. Le indagini, che includono anche l’analisi dei telefoni cellulari dei due giovani, potrebbero far luce su eventuali movimenti o comunicazioni precedenti alla tragedia.