Gli affari di Stato ai tempi delle chat social
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I fatti sono noti, anche se in queste prime ore mancano ancora particolari forse decisivi: c’è stata una errata comunicazione all’esterno di una chat (non scherzo, era proprio una chat) tra i massimi esponenti della sicurezza nazionale Usa al di fuori della stretta cerchia top secret statunitense a proposito dell’attacco agli Houthi in Yemen. Volutamente tralascio i contenuti di tale goffo inoltro di dati riservatissimi ad un giornalista famoso, Jeffrey Goldberg, prestigiosa firma della rivista americana The Atlantic, sui quali si verseranno fiumi di parole – mi perdoneranno i Jalisse – da quella e da questa parte dell’Oceano, guarda caso, anch’esso Atlantico. (Nicola Porro)
Ne parlano anche altre fonti
NEW YORK. Si stringe il cerchio attorno a Mike Waltz e Pete Hegseth, i due profili chiave della decina di donne e uomini del presidente coinvolti nella chat dello scandalo. (La Stampa)
NEW YORK – «Piani militari non si discutono mai al telefono. Punto». Non lascia spazio a scuse o giustificazioni, il commento sul “Chatgate” che l’ex direttore della Cia James Woolsey consegna a Repubblica. (la Repubblica)
Gli altri protagonisti della conversazione che doveva rimanere… (la Repubblica)
Vance, il consigliere per la sicurezza nazionale Mike Waltz e il segretario alla difesa Pete Hegseth – ha incluso per errore nientemeno che Jeffrey Goldberg, giornalista acerrimo critico dei Repubblicani e, in particolare, di Donald Trump. (Nicola Porro)
La portavoce Karoline Leavitt sul caso del direttore dell'Atlantic: "Stiamo apportando delle modifiche" (LAPRESSE)
E nel 1963, con una “Lette… Nel 1945 Vannevar Bush, padre dell’informatica ancora in divisa di guerra, firma il saggio “As we may think” che anticipa la nostra era di computer, web e Intelligenza artificiale. (la Repubblica)