Mirage 2000 in azione: i caccia francesi entrano in scena in Ucraina

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ESTERI

I Mirage 2000, caccia multiruolo di fabbricazione francese, hanno fatto il loro debutto operativo in Ucraina, partecipando per la prima volta al respingimento di un attacco aereo russo. L’aeronautica militare ucraina ha reso noto, attraverso un messaggio su Telegram, che i velivoli, arrivati nel Paese appena un mese fa, sono stati impiegati per contrastare un’offensiva che ha visto l’impiego di 67 missili e 194 droni Shaheed. Secondo quanto riportato, le difese ucraine sono riuscite a distruggere 34 missili e 100 droni, di cui 86 non hanno raggiunto i loro obiettivi.

I Mirage 2000, noti per la loro gittata di 1500 km e una velocità che supera i 2000 km/h, rappresentano un’aggiunta significativa all’arsenale ucraino, soprattutto in un momento in cui Kiev sta affrontando una delle fasi più critiche del conflitto. La capacità di questi aerei di operare in missioni di difesa aerea e di attacco al suolo li rende particolarmente versatili, adatti a rispondere alle crescenti minacce provenienti dal cielo.

Intanto, la Russia ha intensificato i bombardamenti sulle città ucraine, con un attacco particolarmente violento nella notte tra giovedì e venerdì. Kharkiv, la seconda città più grande del Paese, è stata colpita duramente: otto persone sono rimaste ferite, mentre un’infrastruttura critica e un edificio residenziale sono stati danneggiati. Il sindaco Ihor Terekhov ha descritto la situazione come “estremamente complessa”, sottolineando l’impatto devastante degli attacchi sulle strutture energetiche e sulla popolazione civile.

In questo contesto, il presidente statunitense Donald Trump, interrogato dai media, ha commentato la situazione con una frase che ha suscitato polemiche: «Putin fa quello che farebbe chiunque altro». Una dichiarazione che, se da un lato riflette una certa freddezza analitica, dall’altro solleva interrogativi sulla posizione degli Stati Uniti, soprattutto considerando la temporanea sospensione degli aiuti militari a Kiev.

Parallelamente, si discute della possibilità di imporre sanzioni bancarie e dazi su larga scala alla Russia, con l’obiettivo di spingere Mosca a negoziare un cessate il fuoco. «Sto prendendo in considerazione questa opzione», ha dichiarato un alto funzionario occidentale, «ma è essenziale che Russia e Ucraina si siedano al tavolo prima che sia troppo tardi».