Ucraina-Russia, Zelensky e Trump: tra dialoghi e zone d'ombra

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ESTERI

Mentre il conflitto tra Ucraina e Russia prosegue, le dichiarazioni dei leader internazionali continuano a suscitare interrogativi e tensioni. Volodymyr Zelensky, presidente ucraino, ha espresso la speranza di raggiungere una pace entro l’anno, sottolineando l’importanza del ruolo degli Stati Uniti sotto l’attuale amministrazione. Donald Trump, dal canto suo, ha definito “ottima” la recente telefonata con Zelensky, durante la quale sono stati affrontati temi cruciali come la difesa aerea, il cessate il fuoco e la ricostruzione delle infrastrutture.

Trump ha assicurato al leader ucraino il proprio impegno per ottenere un maggiore sostegno europeo in termini di difesa aerea, come confermato dalla portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt. Durante la conversazione, il presidente americano ha anche promesso di lavorare per il ritorno dei bambini ucraini rapiti, un tema particolarmente sensibile per Kiev, e ha ipotizzato un coinvolgimento statunitense nella gestione delle centrali elettriche del Paese, ritenendolo essenziale per garantirne la sicurezza e la continuità operativa.

Tuttavia, i contorni della strategia di Trump rimangono nebulosi, alimentando sospetti e preoccupazioni. Lucio Caracciolo, direttore di Limes e noto analista geopolitico, ha evidenziato come i dettagli della trattativa tra Trump e Vladimir Putin siano ancora poco chiari. “Stati Uniti e Russia stanno discutendo dei reciproci rapporti, reimpostandoli a medio-lungo termine e non solo rispetto all’Europa”, ha osservato Caracciolo, sottolineando come il dialogo tra i due leader vada ben oltre le questioni ucraine.

Le dichiarazioni di Dmitry Medvedev, ex presidente russo e attuale vicepresidente del Consiglio di Sicurezza, aggiungono ulteriori strati di complessità. Medvedev, noto per le sue esternazioni spesso iperboliche, ha recentemente affermato che “la Russia ha vinto questa guerra”, una posizione che riflette un sentimento diffuso tra le élite russe. Sebbene le sue parole siano state immediatamente smentite, esse hanno contribuito a rafforzare l’idea che Mosca stia guadagnando terreno, sia sul campo che a livello diplomatico.

Le zone d’ombra nel dialogo russo-americano non riguardano solo l’Ucraina, ma coinvolgono anche l’Europa, che guarda con apprensione alle mosse di Washington. I sospetti di parzialità nei confronti di Trump, accusato da alcuni di favorire implicitamente gli interessi russi, alimentano timori di un riassetto geopolitico che potrebbe marginalizzare il ruolo dell’Ue.

Intanto, i dettagli della conversazione tra Trump e Zelensky rimangono frammentari. Secondo Caracciolo, il comunicato ufficiale è “laconico”, lasciando spazio a interpretazioni e ipotesi. Quel che è certo è che il dialogo tra Washington e Mosca, per quanto opaco, sembra procedere su binari paralleli a quello con Kiev, creando un intricato gioco di alleanze e rivalità che rischia di complicare ulteriormente il quadro internazionale.