"Online i dati di chi possiede una Tesla": così negli Usa è caccia a chi guida le auto di Musk

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il Giornale ECONOMIA

Tempi duri per i possessori di Tesla negli Stati Uniti (e non solo). Stando a quanto riferisce Nbc News, i dati personali di diversi proprietari di macchine prodotte dall’azienda amministrata da Elon Musk sono stati pubblicati, contro la loro volontà e con finalità chiaramente intimidatorie, su un sito internet chiamato Dogequest. Un nome che fa riferimento al dipartimento dell’Efficienza governativa (Doge) guidato dall'imprenditore sudafricano che, da braccio destro del presidente Trump, sta conducendo una campagna di impopolari tagli draconiani tra i dipendenti federali statunitensi. (il Giornale)

Su altri giornali

L’onda anti-Musk raggiunge New York dove sabato centinaia di manifestanti si sono radunati davanti allo showroom Tesla nel Meatpacking District di Manhattan per protestare contro il patron del colosso delle auto elettriche, nonché fedelissimo alleato di Donald Trump. (La Stampa)

E ogni giorno che passa sembrano aumentare in numero e varietà. C'è chi in Oregon ha lanciato molotov contro le vetrine di uno showroom e chi invece si è limitato a esporre cartelli e slogan: «Non comprate le nazi-car», recita uno di questi. (Corriere della Sera)

Da alcuni mesi i manifestanti sfilano di fronte agli showroom dell'azienda. Il presidente Trump ha detto che tratterà le violenze come atti terroristici (StartupItalia)

Gli attacchi alle auto Tesla vanno considerati come “terrorismo interno” perché sono “politicamente motivati”. La procuratrice generale Usa Pam Bondi ha appena annunciato l’incriminazione di tre persone che avevano incendiato con molotov macchine elettriche della casa automobilistica di proprietà del miliardario Elon Musk, stretto alleato di Donald Trump, e alcune stazioni di ricarica. (Il Fatto Quotidiano)

“Non vedo loro di vedere i banditi terroristi avere 20 anni di prigione per quello che stanno facendo a Elon Musj e alla Tesla”, ha scritto il presidente su Truth Social, riferendosi a quanto dichiarato ieri dall’attorney general, Pam Bondi, che ha annunciato che tre persone accusate di aver distrutto auto Tesla rischiano da un minimo di 5 ad un massimo di 20 anni di prigione per “terrorismo interno”. (Primaonline)

Nelle ultime settimane, le proteste contro Tesla , azienda simbolo di Elon Musk, il miliardario che Donald Trump ha messo a capo del Doge, il dipartimento per l’efficientamento della macchina burocratica americana si sono intensificate. (Sky Tg24 )