«È ora che scelga la vita»: perché i malati incalzano lo Stato
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In effetti, la domanda è proprio questa: se non volete il suicidio assistito perché volete andare in Corte costituzionale? Nessuno vi obbliga a chiederlo. E invece le quattro persone che domandano di intervenire all’udienza di mercoledì 26 sono ferme nel dire che sono portatrici di un interesse nel giudizio di costituzionalità sull’articolo 580 del Codice penale, nella parte in cui punisce l’aiuto al suicidio della persona capace di decisioni libere e consapevoli, affetta da patologia irreversibile e da sofferenze intollerabili, ma senza trattamento di sostegno vitale. (Avvenire)
Ne parlano anche altri media
Fine vita, quattro malati alla Consulta: “Vogliamo vivere” Intervista di Cesare Cavoni a uno degli avvocati. (TV2000)
Fine vita? La posizione espressa al riguardo dall'avvocato dello Stato, Ruggero Di Martino, durante l'udienza pubblica di questa mattina, mercoledì 26 marzo, è chiara: «Non c'è un diritto al suicidio né un obbligo dei medici di concorrere a una volontà suicidaria». (leggo.it)
Continua il dibattito sul fine vita. (Adnkronos)
(Adnkronos) – Continua il dibattito sul fine vita. (OglioPoNews)
Oggi, durante l’udienza pubblica sul suicidio assistito, sono stati ascoltati a Palazzo della Consulta quattro malati, affetti da patologie irreversibili ma in grado di prendere decisioni autonome, che si oppongono all’accoglimento della questione in quanto l’eliminazione del requisito di trattamento di sostegno vitale affievolirebbe la protezione di diritto alla vita. (Il Giornale dell'Umbria – il giornale on line dell'Umbria)