Dazi USA: Stellantis e Volkswagen le più esposte

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AlVolante ECONOMIA

Da ieri sono in vigore i dazi decisi dalla nuova amministrazione statunitense guidata da Donald Trump nei confronti dei prodotti provenienti da Canada e Messico. Le merci provenienti da questi due Paesi sono quindi sottoposte a una tariffa del 25%, mentre sono aumentati dal 10 al 20% anche i dazi per i prodotti di origine cinese. Tra le aziende più colpite dai nuovi dazi ci sono proprio le case automobilistiche, in particolare quelle che nel corso degli anni hanno sviluppato una grande capacità produttive in Messico, con l’obiettivo di soddisfare con questa produzione le richieste del mercato nordamericano. (AlVolante)

La notizia riportata su altri media

Non Pd, 5Stelle e cespugli centristi (con il cuore che batte per Kiev) procedono l'uno contro gli altri armati. (Secolo d'Italia)

"Bene ha fatto Elly Schlein a sollevare dubbi sulla strada prospettata da Ursula Von der Leyen. Un piano coraggioso e di svolta, qualità che mancano a quello sulla sicurezza presentato ieri da Von Der Leyen". (Civonline)

Una buona notizia per il gruppo, che sta vivendo un periodo difficile, in particolare con l'arrivo dei primi dati definitivi riguardo al 2024. Il presidente di Stellantis John Elkann ha annunciato che, secondo gli accordi presi, il gruppo dovrebbe essere in grado di evitare che le sue auto prodotte in Canada e in Messico subiscano dazi per essere importate negli Stati Uniti. (QuiFinanza)

Nel corso della direzione del Pd, la segretaria Elly Schlein ha ribadito la sua posizione sulla guerra in Ucraina, quella di non stare né con questo né con quello: «Non siamo con Trump e il finto pacifismo che cela una resa all’aggressore e non saremo con l’Europa per continuare la guerra». (Corriere della Sera)

E il motivo è sempre lo stesso: l'altalena di notizie sui dazi americani, che colpiscono duramente alcuni settori industriali, come quello delle quattro ruote. Alla vigilia forti ribassi dei titoli dell'automotive, poi il rimbalzo. (Il Sole 24 ORE)

E proprio il nostro convinto e totale europeismo, quello che ci porterà in piazza il 15 marzo, a richiedere in queste ore chiarezza e coraggio nelle parole e nelle scelte". "Leggo ricostruzioni non rispondenti al vero, questa volta su un tema troppo delicato per tacere. (la Repubblica)