Con De Montel, Milano gioca anche la carta delle terme
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Milano. Monticello Brianza. Salice. La Lombardia punta sui suoi stabilimenti termali: alcuni storici, altri nuovi di zecca. E stanzia investimenti massicci, come nel caso di De Montel, a Milano: 57 milioni di euro per le «uniche terme» della città, come ha tenuto a precisare, durante la conferenza stampa organizzata in occasione del taglio del nastro, Massimo Caputi, presidente di Terme & Spa, gruppo che gestirà il complesso e del quale fanno parte anche Saturnia, Chianciano, Monticello Spa. (Italia Oggi)
La notizia riportata su altre testate
FashionNetwork.com era presente al taglio del nastro di questa splendida location, che può ospitare fino a 700 ospiti contemporaneamente e che crea 100 nuovi posti di lavoro. (FashionNetwork.com IT)
Ma niente. Piacerebbe, risentire un vago almeno odore di stalla. (La Repubblica)
C’è aria di importanti cambiamenti da Miscela D’Oro: nel bistrot di Piazza Cairoli, nel cuore pulsante di Messina, è arrivato lo Chef Pasquale Caliri. (Normanno.com)
Il 26 marzo sono state inaugurate ufficialmente le terme De Montel a San Siro, il più grande parco termale urbano d’Europa Mercoledì 26 marzo 2025 Milano ha assistito all’inaugurazione del nuovissimo parco termale urbano in zona San Siro, il De Montel, classificato come il più grande in tutta Europa, con oltre 16.000 mq di superficie. (MAM-e)
Della blasonata scuderia del «dendissimo Beppino», come gli amici chiamavano il nobil uomo Giuseppe De Montel, non è rimasta solo una porta originale anni Venti delle vecchie stalle che lui aveva voluto per i suoi purosangue, affidando il progetto agli architetti Arrigo Cantoni e Paul Vietti Violi, gli stessi che realizzano in quegli anni l'ippodromo milanese e che la Sovrintendenza ha voluto mantenere. (il Giornale)
Quando aprono le terme di San Siro? La data segnata in rosso è quella del 1° aprile, quando calerà il sipario su uno dei più significativi e onerosi interventi di riqualificazione conservativa di Milano, volto a riportare alla luce l’architettura dei gioielli liberty progettati dall’architetto Vietti Violi, abbandonati a sé stessi nel secondo dopoguerra e assurti negli anni 80 a emblema di un degrado di cui si sarebbe intravista la fine solo nel 2007. (Calcio e Finanza)